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Audizione presidente Inps Pasquale Tridico: ‘Seguito la legge, dovevamo pagare subito”

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Direttore dell'Inps alla Commissione Lavoro conferma che l'Inps ha fatto quello che imponeva la legge, pagare subito e solo dopo controllare i furbi che percepivano indebitamente l'indennizzo.

Abbiamo semplicemente fatto quello che diceva la legge, l’Inps doveva “pagare subito, perché il Paese era in emergenza, e poi controllare in un secondo momento”.

Sono le parole pronunciate dal direttore dell’Inps Pasquale Tridico in Commissione lavoro della Camera dei deputati, finito al centro della bufera politica dopo che gli “007” dell’Ente che dirige hanno scoperto che 5 deputati e un totale di 2.000 amministratori politicamente eletti hanno richiesto e intascato l’indennizzo da 600 e 1.000 euro previsto per tutti i possessori della partita Iva.

“La procedura costruita dall’Amministrazione si basa sulla legge, basandosi sui nostri archivi, si attinge alla presenza o meno di altri fondi previdenziali obbligatori”, ha spiegato Tridico in videoconferenza aggiungendo che ulteriori controlli sono in corso anche oggi.

Pagare, non controllare

Tridico sottolinea come l’esigenza durante la fase emergenziale era quella di “pagare e non controllare, pagare subito e poi controllare” e così è stato fatto.

Ci si è quindi affidati al senso di responsabilità degli italiani, come anche il ministro all’Economia Roberto Gualtieri aveva fatto in una intervista rilasciata agli organi di stampa subito dopo la pubblicazione del decreto legge di Marzo con cui il Governo istituiva la misura di sostegno economico alle partite Iva che non ha precedenti nella storia dell’Italia.

Come è affiorata la notizia sui ‘Furbetti di Montecitorio’

Il direttore dell’Inps afferma che la notizia sui ‘Furbetti di Montecitorio’ non è trapelata attraverso di lui, o attraverso il suo ufficio “né direttamente e né indirettamente”.

Inoltre Tridico spiega che l’antifrode dell’Inps si è concentrata su ben 40mila nominativi, afferenti a soggetti che “risultavano presenti e iscritti a un’altra forma di previdenza”.

In particolare gli investigatori interni si sono concentrati “sugli amministratori locali” allo scopo di “evitare comportamenti fraudolenti”.

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