Avviso di garanzia a Conte, Salvini: "Se i verbali del Cts sono veri Conte va arrestato"

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Non è un intervento leggero quello di Matteo Salvini, che in diretta da Forte dei Marmi chiede chiarezza sul contenuto dei verbali del Comitato tecnico scientifico.

Il leader della Lega Matteo Salvini è intervenuto sulla questione degli avvisi di garanzia recapitati al premier Giuseppe Conte per l'emergenza Covid-19.

"Oggi leggevo che i pm di Roma hanno aperto un fascicolo a carico di Conte e mezzo governo per l'epidemia, certo il tempo dirà chi non ha chiuso dove doveva chiudere... questi hanno sulla coscienza i morti in Lombardia e gli affamati nel resto d'Italia", è stato il duro attacco di Salvini in diretta Forte dei Marmi.

Matteo Salvini ha quindi parlato dei verbali del Comitato tecnico scientifico, con particolare riferimento alla mancata chiusura delle zone rosse:

"Se quello che si dice dei verbali del Comitato tecnico scientifico fosse vero, che Conte non ha chiuso le zone rosse quando doveva chiuderle, dovrebbe essere arrestato", ha proseguito.

Il segretario del Carroccio ha quindi raccontato della sua sorpresa avuta nell'apprendere dei verbali del Comitato tecnico scientifico:

"Quando ho saputo dei verbali del Comitato tecnico scientifico sono saltato sulla sedia, leggendo che qualcuno ha ignorato l'allarme. Credo che alcuni sindaci se hanno letto che non era necessario chiudere e sono stati costretti a farlo subendo un danno economico, se denunciano fanno bene, anche se al governo se ne fregheranno", ha quindi concluso.

L'avviso di garanzia a Conte e ai ministri

l Presidente del Consiglio Conte e i ministri Bonafede, Di Maio, Gualtieri, Guerini, Lamorgese e Speranza hanno ricevuto una notifica riguardante un avviso ex art. 6, comma 2, legge cost. n. 1/1989 da parte della Procura di Roma. L'avviso - si legge in una nota inviata dalla presidenza del Consiglio - riguarda la trasmissione al Tribunale dei ministri degli atti di un procedimento penale iscritto per presunti delitti relativi alla gestione dell'epidemia, che origina da varie denunce da parte di soggetti terzi provenienti da varie parti d'Italia.

In particolare, le denunce ricevute dalla Procura della Repubblica, riguardano i reati di  epidemia, delitti colposi contro la salute, omicidio colposo, abuso d'ufficio, attentato contro la Costituzione, attentato contro i diritti politici del cittadino (artt. 110, 438, 452 e 589, 323, 283, 294 c.p.).

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