Bielorussia, il fotoreporter di Sputnik rilasciato racconta la sua detenzione

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L'ultimo contatto della redazione con il corrispondente era avvenuto nel pomeriggio del 10 agosto, mentre si recava verso l'epicentro delle proteste. Rilasciato dopo un giorno di detenzione, è stato espulso dalla Bielorussia.

Prima scomparso, poi la notizia della detenzione in Bielorussia, adesso quella del rilascio e dell'espulsione: il fotografo Ilya Pitalev, dell'agenzia Rossiya Segodnya, di cui fa parte Sputnik, è stata liberato martedì. Lo ha comunicato l'ambasciatore russo a Minsk, specificando che il giornalista è in viaggio per la Russia.

Ilia Pitalev ha poi detto all'agenzia di essere stato incarcerato mentre svolgeva il suo lavoro di fotoreporter, con l'accusa di aver aver partecipato a una protesta non autorizzata. Tuttavia, ha spiegato che tutti gli atti di accusa del ministero dell'Interno bielorusso sono stati tutti riempiti allo stesso modo.

“Ci sono voluti dieci interrogatori che in realtà sono stati condotti tutti allo stesso modo. Come se avessi partecipato alla manifestazione. Ho detto che non avevo intenzione di protestare, ma in risposta si sono limitati a sorridere gentilmente”, ha detto il fotografo.

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Il giornalista di Sputnik è stato espulso dal Paese e gli è stato vietato l'ingresso in Bielorussia per circa cinque anni, come indicato nel suo passaporto nazionale russo.

Condizioni di incarcerazione

Il giornalista ha detto di essere stato imprigionato in una cella con otto letti per 24 persone. Tuttavia, riferisce, non è stato picchiato e la sua macchina fotografica non è stata danneggiata.

La sparizione di Pitalev

L'ultima comunicazione di Pitalev con la redazione era avvenuta il 10 agosto, intorno alle 17:40, dopo di che i colleghi di Mosca non avevano più avuto contatti. 

"Era sul punto di raggiungere un monumento, quando non abbiamo avuto più alcuna notizia da allora", ha detto il dipartimento di fotografia dell'agenzia. Successivamente si è avuta la notizia che il fotografo era stato rinchiuso nel centro di detenzione di Zhodino, vicino a Minsk.

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