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Via libera alla pubblicazione dei nomi dei furbetti del bonus dal Garante della Privacy

© Foto : Presidenza della RepubblicaIl Presidente della Repubblica Sergio Mattarella nell'Aula di Montecitorio in occasione della cerimonia di giuramento
Il Presidente della Repubblica Sergio Mattarella nell'Aula di Montecitorio in occasione della cerimonia di giuramento - Sputnik Italia
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Per il Garante la tutela della riservatezza non può essere un ostacolo alla pubblicazione della lista dei nomi dei politici, tra cui cinque parlamentari, che hanno fatto richiesta del bonus stanziato dal governo con il decreto Cura Italia, per sostenere autonomi e imprese danneggiati dal lockdown. 

Nello specifico "la privacy non è d’ostacolo alla pubblicità dei dati relativi ai beneficiari del contributo" in quanto da questi non si può evincere "una condizione di disagio economico-sociale dell’interessato", si legge in una nota. 

"Ciò vale, a maggior ragione, rispetto a coloro per i quali, a causa della funzione pubblica svolta, le aspettative di riservatezza si affievoliscono, anche per effetto dei più incisivi obblighi di pubblicità della condizione patrimoniale cui sono soggeti", prosegue. 

Infine il Garante annuncia l'apertura di un'istruttoria relativa "alla metodologia seguita dall’Inps rispetto al trattamento dei dati dei beneficiari e alle notizie al riguardo diffuse".

Intanto iniziano a circolare i nomi dei presunti colpevoli, trapelati dalla stampa.  Il Messaggero e il Corriere della Sera fanno i nomi di due parlamentari della lega che avrebbero richiesto il bonus. Si tratta di Andrea Dara ed Elena Murelli. Alle domande dei giornalisti, i due onorevoli hanno risposto con un no comment. 

Sono già diversi i politici che hanno fatto outing, come la consigliera comunale milanese della lista Milano Progressista, Anita Pirovano, che ha ammesso di aver chiesto il bonus perché non vive di politica e l'emergenza covid ha intaccato il proprio reddito, o Ubaldo Bocci, coordinatore del centro destra di Firenze, che al Corriere ha detto di aver chiesto e ottenuto il bonus, poi devoluto in beneficenza ad una associazione di disabili. 

In Veneto compaiono quelli dei consiglieri Riccardo Barbisan e Alessandro Montagnoli e del vice presidente della giunta Gianluca Forcolin. La notizia sarebbe confermata da fonti interne del Carroccio. Il presidente Zaia aveva chiesto trasparenza e provvedimenti all'interno del partito chi ha percepito il bonus. 

 

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