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Morte nera: la Cina mette in isolamento villaggio dopo decesso per peste bubbonica

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È probabile che la notizia di un'altra malattia mortale sia ancora più sgradita in Cina dopo la lunga battaglia condotta contro il coronavirus. Allo stato attuale, il paese riporta circa 84.590 casi confermati di COVID-19, con 79.123 guariti e poco meno di 5.000 morti.

Il governo cinese ha messo in isolamento un villaggio in seguito alla morte di una donna residente che si ritiene sia stata infettata dalla peste bubbonica, secondo una dichiarazione delle autorità municipali.

Le autorità cinesi hanno anche ordinato la disinfezione delle case di Suji Xincun - un piccolo villaggio nella regione della Mongolia interna - in seguito alla morte della donna, che non si sa come sia arrivata a contrarre la malattia. I rapporti dicono che è morta per insufficienza di vari organi, probabilmente causata dalla malattia.

L'intero villaggio sarebbe stato sottoposto a dei test per scoprire fino a che punto il tasso di infezione potrebbe essersi diffuso. Tuttavia, allo stato attuale, i funzionari sanitari di una città vicina, Baotou, hanno affermato che nessun altro è risultato positivo. Si dice che circa 35 persone siano state messe in quarantena, ma successivamente risultate negative alla malattia.

"La residenza del defunto e quelle dei contadini circostanti sono state completamente pulite ogni giorno, e l'eradicazione di pulci e roditori, l'igiene ambientale e il risanamento sono stati effettuati dentro e intorno al Suji New Village", si legge nel comunicato ufficiale.

"Al momento, tutti gli abitanti del villaggio di Suji Xincun non presentano anomalie come la febbre e i risultati del test PCR dell'acido nucleico della peste sono risultati tutti negativi".

Secondo quanto riferito, la regione in cui si trova il villaggio è stata posta in un cosiddetto allarme di peste di Livello 3, che si colloca al di sotto del livello più alto e più critico di una scala su quattro livelli.

La morte dell'abitante del villaggio conferma il primo e il secondo caso di peste bubbonica quest'anno in Cina. Il primo caso si è verificato nella città di Bayannur, anch'essa situata nella regione della Mongolia Interna, all'inizio di luglio.

"Al momento, c'è il rischio che un'epidemia di peste umana si diffonda in questa città. La popolazione dovrebbe incrementare la propria consapevolezza e capacità di auto-protezione e segnalare prontamente condizioni di salute anormali", ha detto all'epoca l'autorità sanitaria locale. Anche questo caso ha portato all'emissione di un'allerta di Livello 3 e alla chiusura delle scuole locali e degli hotspot turistici.

Tra il 2009 e il 2018, la Cina ha segnalato 26 casi di peste bubbonica, con 11 morti.

La peste bubbonica, nota come “peste nera” nel Medioevo, quando avrebbe ucciso 50 milioni di persone in Europa, è una malattia batterica altamente infettiva e molto spesso fatale diffusa spesso da roditori come ratti e topi. Secondo l'Organizzazione mondiale della sanità, da 1.000 a 2.000 persone all'anno contraggono la malattia.

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