Beirut, parla militare italiano ferito: ‘Un boato fortissimo’

© Sputnik . Zahra El-AmirLa situazione a Beirut
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Parla il militare italiano rimasto lievemente ferito a seguito dell'esplosione devastante che ha colpito la città di Beirut, capitale del Libano. Un boato fortissimo ha riferito il caporal maggiore.

“Ho udito un boato fortissimo”, ha detto il caporal maggiore dell’Esercito italiano Caldarulo intervistato da SkyTg24.

Gli eventi si sono succeduti in rapida successione ha detto dall’infermeria dove si trova per una ferita al braccio riportata a seguito dell’esplosione avvenuta nel porto di Beirut dove sarebbero esplose 2.750 tonnellate di nitrato di ammonio che hanno causato la morte di almeno 135 persone e il ferimento di 5.000 libanesi.

“Subito dopo l’esplosione c’è stato qualche attimo di smarrimento perché era del tutto imprevisto – racconta il caporal maggiore –. Abbiamo subito fatto un controllo tra noi per vedere se qualcuno stava peggio degli altri, ma tutto bene.”

Per quanto riguarda la sua ferita, il militare ha detto che non si era neanche reso conto della ferita. “Poi ho visto dopo che avevo un po’ di sangue sulla mano, ma niente di trascendentale.”

“Dopo aver controllato la nostra situazione ci siamo rasserenati, ci siamo uniti in un punto di raccolta, ci siamo calmati un attimo.”

Ma la preoccupazione maggiore il militare dell’Esercito italiano la rivolte alla popolazione libanese.

“Quello che tutt’ora ci preoccupa è la condizione della popolazione libanese, perché noi bene o male siamo stati veramente fortunati e tante altre persone no.”

Dall’Italia gli aiuti al Libano

Questa mattina è giunta a Beirut una squadra di 14 Vigili del Fuoco partita ieri da Pisa con un volo dell’Aeronautica militare italiana. A bordo del velivolo anche due mezzi dei Vigili del fuoco con attrezzature speciali per la verifica dei rischi chimici.

Il ministro degli Esteri Di Maio ha invece fatto sapere che dalla Base di pronto intervento umanitario della Nazioni Unite di Brindisi è partito un volo umanitario con un “carico di 8,5 tonnellate di materiale sanitario messo a disposizione dalla cooperazione italiana”.

 

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