Il sindaco di Beirut a Sputnik: "in cielo nuvole intrise di ammoniaca, in strada 300mila sfollati"

© Sputnik . Zahraa Al-AmirMacerie nelle strade di Beirut all'indomani dell'esplosione
Macerie nelle strade di Beirut all'indomani dell'esplosione - Sputnik Italia
Seguici suTelegram
In un'intervista al corrispondente di Sputnik il sindaco della capitale libanese ha fatto il punto della situazione relativamente all'entità dei danni, all'assistenza agli sfollati e alle conseguenze sul piano ambientale delle esplosioni di martedì sera.

Il sindaco di Beirut Jamal Itany, in un'intervista rilasciata al corrispondente di Sputnik, ha riferito che la situazione nella capitale libanese dopo l'esplosione di ieri risulta davvero tragica.

"La distruzione è davvero grande. La città ha subito molti più danni di quanto potrebbe sembrare ad un primo sguardo. La situazione è davvero tragica", sono state le parole del funzionario.

Itany ha quindi continuato, riferendo che "il porto di Beirut è stato completamente distrutto", così come "una serie di quartieri della città, come Achrafieh, al-Madvar, Karantina e Mar Mikhael e anche altri distretti vicini sono stati colpiti".

Il sindaco ha poi assicurato che sul posto sono già al lavoro delle squadre di ingegneri, che avranno l'arduo compito di stabilire quali edifici possono ancora essere recuperati e quali invece dovranno essere demoliti.

"Dovranno eseguire un calcolo approssimativo della somma necessaria alla ricostruzione dei quartieri danneggiati", ha proseguito Itany.

L'assistenza agli sfollati

Stando alle prime stime, le esplosioni avvenute ieri a Beirut avrebbero provocato danni per diversi miliardi di dollari, e 300.000 sfollati.

Ed è proprio a questi ultimi che sta cercando di provvedere con priorità assoluta il comune di Beirut, come garantito dallo stesso Itany:

"Il comune sta lavorando affinché si possa garantire un tetto sulla testa a tutti coloro le cui case sono state danneggiate dall'onda d'urto. Una serie di altre città del nostro Paese si è già offerta di fornire un alloggio temporaneo agli sfollati. Peraltro, in altri quartieri della città ci sono case ancora disabitate o in costruzione e la popolazione sarà allocata anche qui", ha detto ancora il sindaco.

La questione ambientale

In ultima analisi il primo cittadino si è soffermato sulla questione relativa alla tossicità dell'aria, fattore il quale nelle scorse ore aveva portato il ministro della Salute libanese ha consigliare di lasciare la capitale a tutti coloro che potevano:

"In queste ore il Centro di ricerca di Beirut ha ricevuto il compito di stabilire il livello di inquinamento dell'aria e di elaborare un piano per risolvere la situazione. Attualmente non è chiaro che tipo di danno subiranno la città e la salute dei suoi cittadini a causa delle nuvole intrise di ammoniaca", ha concluso.

Le esplosioni a Beirut

Una potente esplosione si è verificata martedì sera intorno alle 18.00 ora locale nel porto di Beirut.

Secondo quanto dichiarato dalle autorità, la deflagrazione è avvenuta in un silos del porto in cui erano ammassate 2750 tonnellate di nitrato di ammonio confiscate nel 2015. L’onda esplosiva ha interessato praticamente tutta la città. L'ultimo bilancio delle vittime è di 135 ed oltre 5000 sono i feriti.



 

Notizie
0
Per partecipare alla discussione
accedi o registrati
loader
Chats
Заголовок открываемого материала