Sindaco di Lampedusa si rivolge a Conte: Svuota l’hotspot è al collasso

© AP Photo / Luca BrunoMigranti dall'Eritrea a Lampedusa
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Il sindaco di Lampedusa si rivolge direttamente al presidente del Consiglio Giuseppe Conte affinché intervenga immediatamente sull'hotspot dell'isola che è al collasso.

Il sindaco di Lampedusa e di Linosa, Salvatore (detto Totò) Martello, rivolge un appello accorato e diretto al presidente del Consiglio Giuseppe Conte affinché intervenga per svuotare l’hotspot di Lampedusa.

Su 100 posti disponibili quale capienza massima, siamo ora a 900 ospiti: “L’hotspot di Lampedusa sta scoppiando” dice attraverso l’Adnkronos che riporta il suo appello.

“Non possiamo aspettare le navi quarantena” promesse dal ministro Lamorgese ma di cui la gara si è conclusa solo ieri (venerdì 31 luglio) e non ancora arrivate, “il centro d’accoglienza va svuotato subito”.

Una situazione grave

“La situazione è molto grave e non possiamo aspettare l’arrivo della nave prevista per domani sera. Bisogna subito alleggerire il centro d’accoglienza”, afferma.

E poi il messaggio duro: "Chi arriva d'ora in poi sull'isola aspetterà sul molo".

Salvatore Martello - Sputnik Italia
Sindaco di Lampedusa: "Sorprende che Salvini venga adesso e non quando era ministro dell'Interno"

Imbarcazioni della Guardia Costiera e della Guardia di Finanza si sono occupati in questi giorni di alleggerire la pressione sul centro di prima accoglienza trasferendo a Porto Empedocle una parte dei migranti giunti sull’isola. Purtroppo gli sbarchi autonomi dalla Tunisia sono incessanti.

Sull’isola le scorse settimane si è recato anche Matteo Salvini, criticato dal sindaco perché da ministro dell’Interno non ci era mai andato.

Rotta Tunisi – Lampedusa a bordo di barchini

Sull’isola giungono a bordo di piccole imbarcazioni numerosi gruppi di tunisini in fuga dalla fame di una nazione che vive una forte crisi politica ed economica, aggravata dalla pandemia.

Ieri il ministro Lamorgese ha assicurato che in Italia non ci sarà spazio per i migranti economici e che saranno tutti rimpatriati con aerei e navi speciali a carico dell’Italia.

Intanto quanti arrivano e vengono trasferiti dai CARA e dagli hotspot siciliani, raggiungono il nord Italia portati da autobus e mezzi messi a disposizione dalle autorità. Una parte di questi sono stati anche trovati positivi al nuovo coronavirus.

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