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Hotspot di Messina, il sindaco De Luca: Non siamo il ‘pisciatoio’ d’Europa

© Sputnik . Clara StatelloLo sbarco della Ocean Viking a Messina
Lo sbarco della Ocean Viking a Messina - Sputnik Italia
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Riguardo l'hotspot di Messina, il sindaco più espressivo di così non poteva essere, e dopo l'annullamento della sua ordinanza, domani si vedrà con il Prefetto per spingere sulla chiusura dell'Hotspot.

Il sindaco di Messina Cateno De Luca accoglie a modo suo l’annullamento della sua ordinanza che ordinava la chiusura dell’Hotspot di Messina, attraverso cui transitano i migranti in arrivo dal Mediterraneo.

“La Prefetta Librizzi me lo ha preannunciato con una telefonata concordando un incontro per domani alle ore 11:00 in prefettura”, ha detto il sindaco poche ore fa ringraziandola per la correttezza istituzionale nei suoi confronti e nei confronti della città.

Secondo lui “questa struttura venga chiusa immediatamente perché abusiva e crea problemi di ordine pubblico e sanitario.”

Il problema della fuga dei migranti

Il sindaco di Messina ricorda che da quell’hotspot sono fuggite almeno 20 persone e che tali persone fuggono “attraverso abitazioni private” collocate a ridosso dell’area. Una situazione che ha fatto traboccare il vaso, ha detto.

“Le persone c’hanno le ... piene e lo stesso il sindaco di Messina”, dice con tono volgare in un video registrato il sindaco.

E poi conclude:

“Che per una volta Messina non sia il pisciatoio dell’Italia o dell’Europa”, perché non è scritto da nessuna parte che l’hotspot debba necessariamente essere stabilito a Messina.

Il sindaco di Messina ad aprile si era fatto conoscere per aver minacciato la chiusura dello Stretto a quanti dal Nord Italia ritornavano nella regione natia, in piena emergenza Covid-19.

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