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Di Maio su Autostrade: Ora giù le tariffe, Cdp non darà soldi ai Benetton

© Sputnik . Evgeny UtkinLuigi Di Maio
Luigi Di Maio - Sputnik Italia
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Un ottimo risultato l'uscita dei Benetton da Autostrade per l'Italia, si dice soddisfatto Luigi Di Maio che ora punta alla riduzione dei pedaggi autostradali.

Luigi Di Maio si dice soddisfatto dell’accordo raggiunto sul dossier Autostrade per l’Italia, soddisfatto dell’uscita dei Benetton.

Anche se per ora è tutto da realizzare, il processo inizierà il prossimo 27 luglio con Cassa depositi e prestiti che avvierà il processo d’ingresso in Aspi.

Su questo punto le critiche si sono fatte sentire, perché secondo alcuni l’ingresso di Cdp è un favore ai Benetton dal momento che saranno così gli italiani a pagare le inadempienze e inoltre gli uscenti dovrebbero ricevere anche una cifra prossima ai 4 miliardi.

Di Maio al Corriere della Sera dice che “non è così, perché l’uscita avviene con un aumento di capitale dedicato a Cassa depositi e prestiti”, inoltre Cdp i fondi li metterà in Aspi “non li dà ad Atlantia”. Non c’è nessun acquisto da parte della Cassa a favore di Atlantia spiega il ministro giallorosso.

Inoltre “Autostrade per l’Italia firma un impegno a non distribuire i dividendi” e in aggiunta “la famiglia Benetton dovrà pagare un cospicuo risarcimento, fissato a 3,4 miliardi di euro”, rassicura Di Maio.

Obiettivo tariffe più basse

Di Maio vuole ora concentrarsi sull’abbassamento delle tariffe autostradali, per consentire agli autotrasportatori di pagare pedaggi più bassi e per consentire “a chi si muove per ragioni turistiche” di viaggiare pagando meno in autostrada.

Un pedaggio che deve essere “proporzionale ai sevizi che vengono offerti” dice Di Maio intervistato dal Corriere della Sera.

E se l’operazione non si dovesse concretizzare?

Di Maio ricorda che la revoca è ancora sul tavolo, come aveva ricordato anche il presidente del Consiglio Giuseppe Conte. Se l’operazione economico finanziaria non dovesse andare in porto, il Governo è pronto a revocare la concessione con tutto quello che ne conseguirebbe in termini di fallimento economico per Aspi spa e per Atlantia spa e i 7.000 lavoratori.

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