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Zarif: il "disprezzo per la legge e la diplomazia" di Washington minaccia la sicurezza degli USA

CC BY-SA 3.0 / Balk /MSC / Mohammad Javad ZarifMohammad Javad Zarif
Mohammad Javad Zarif  - Sputnik Italia
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Martedì è stato il quinto anniversario della firma del piano d'azione globale congiunto, che prevedeva la revoca di sanzioni a Teheran in cambio dell'impegno a non sviluppare armi nucleari. Gli Stati Uniti si sono ritirati dall'accordo nel 2018 e hanno reintrodotto pesanti sanzioni energetiche e bancarie contro l'Iran.

L'anniversario della firma dell'accordo nucleare con l'Iran è un "promemoria" in base a cui il "comportamento illegale degli Stati Uniti non dovrebbe essere il metro di giudizio delle norme internazionali", ha twittato il ministro degli Esteri iraniano Mohammad Javad Zarif.

​Il tweet è stato accompagnato da schermate dei titoli delle notizie sul ritiro dell'amministrazione Trump da una serie di accordi e organizzazioni internazionali nel corso degli anni, che vanno dall'accordo di Parigi sui cambiamenti climatici al partenariato trans-pacifico, dal Trattato sulle forze nucleari a medio raggio (INF) con la Russia e l'Accordo nucleare iraniano, nonché il piano americano per uscire dall'Organizzazione Mondiale della Sanità.

"Il disprezzo degli Stati Uniti nei confronti della legge e della diplomazia la pone in condizioni di discredito globale e minaccia la sicurezza globale e statunitense", ha suggerito Zarif.

Il tweet di Zarif ha seguito le osservazioni del capo della politica estera dell'Unione Europea Josep Borrell, che aveva sostenuto che Bruxelles avrebbe "fatto tutto il possibile" per cercare di salvare l'accordo sul nucleare e lodandolo come un "traguardo storico multilaterale per la non proliferazione nucleare globale".

Un punto di riferimento per la non proliferazione nucleare

Il piano d'azione globale congiunto è stato firmato da Iran, Stati Uniti, Russia, Cina, Francia, Gran Bretagna, Germania e Unione Europea, il 14 luglio 2015, e successivamente approvato dal Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite, che aveva promesso la revoca delle sanzioni internazionali e dell'embargo contro Teheran durato cinque anni.

L'amministrazione Trump si è ritirata dall'accordo nel maggio 2018 in seguito a pressioni da parte d'Israele e ha reintrodotto sanzioni pesanti contro l'Iran. Da allora l'Iran ha accusato i firmatari europei dell'accordo di non aver fatto abbastanza per consentire alla Repubblica islamica di aggirare le sanzioni statunitensi e, nel maggio 2019, ha iniziato a ritirarsi da alcuni dei suoi impegni volontari previsti dall'intesa.

All'inizio di quest'anno, gli Stati Uniti hanno iniziato a fare pressioni per estendere l'embargo sulle armi oltre la scadenza di ottobre, spingendo l'Iran ad accusare Washington di aver tentato di "minacciare" gli altri Paesi.

Altri membri del Consiglio di sicurezza, tra cui Russia, Cina e persino alleati degli Stati Uniti, Francia e Germania, hanno lasciato intendere che non avrebbero sostenuto la proposta degli Stati Uniti di estendere l'embargo sulle armi.

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