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Ponte di Genova gestito da Autostrade, interviene Di Maio: manteniamo le promesse

© Foto : Facebook / Luigi di MaioLuigi di Maio partecipa a un panel dedicato al tema della visione del mondo nel post-Covid
Luigi di Maio partecipa a un panel dedicato al tema della visione del mondo nel post-Covid - Sputnik Italia
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Luigi Di Maio entra nel dibattito del giorno sulla concessione della gestione del ponte di Genova ad Autostrade per l'Italia. La politica deve mantenere le sue promesse manda a dire.

Mentre le autostrada della Liguria sono roventi più per l’asfissiante traffico che per il caldo, la polemica sul Ponte di Genova dato in gestione temporanea ad Autostrade per l’Italia si alimenta di un nuovo commento.

A indicare la rotta è Luigi Di Maio, che dal suo profilo Facebook ricorda le due promesse fatte alle famiglie delle 43 vittime dell’incidente dell’ex Ponte Morandi di Genova:

“Uno che il ponte non lo avrebbero costruito i Benetton, ma un’azienda di Stato. Infatti lo hanno costruito Fincantieri con Webuild; due che i Benetton non avrebbero più gestito le autostrade. Tantomeno il ponte.”

E quindi Luigi Di Maio aggiunge:

“Entrambe queste promesse ora vanno mantenute. La politica senta dentro di sé il peso di queste due promesse. E passi ai fatti.”

Luigi Di Maio è comunque in accordo pieno con il ministro Alfonso Bonafede, la questione va risolta subito non si può più rimandare come è stato fatto in questi mesi.

Ma la politica potrebbe avere le mani legate

Mentre la politica si lancia accuse incrociate sul caso Autostrade e si irrigidiscono le posizioni all’interno della maggioranza, la Consulta della Corte costituzionale è chiamata in questi giorni a esprimersi sul Decreto Genova che escluse Autostrade dalla demolizione e ricostruzione del ponte.

Il tribunale del Tar aveva ravvisato infatti dei principi di non costituzionalità, in particolare perché l’esclusione di Autostrade si basava su di un giudizio meramente potenziale e non sancito da un tribunale riguardo le responsabilità della morte delle 43 vittime dell’ex Ponte Morandi.

Nei fatti il Decreto Genova con l’esclusione di Aspi ne sanciva e decretava la condanna quale unica responsabile del crollo del ponte, mentre la Costituzione prevede che solo la sentenza definitiva emessa da un tribunale sancisce la colpevolezza o meno.

Sarebbe stato così violato il principio di “proporzionalità e ragionevolezza”.

Consulta rinviata

Questa mattina la Consulta si è riunita alla presenza degli avvocati di Aspi e degli avvocati di Stato che difendono il Decreto Genova, ma la presidente Marta Cartabria ha sospeso la seduta dopo aver sentito i legali di Aspi, e rinviandola alle ore 16.00 di oggi.

Gli ammessi sono molti, tra cui anche un gruppo di proprietari espropriati dei propri immobili per effettuare i lavori di ricostruzione.

La decisione potrebbe quindi non giungere quest’oggi.

 

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