Test sierologici dell’indagine Istat: un mezzo fallimento, solo 70mila su 150mila

© Sputnik . Konstantin MikhalchevskyIl test su coronavirus condotto a Sinferopoli
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Un mezzo fallimento la campagna di monitoraggio della popolazione italiana voluta dal Ministero della Salute e che prevedeva 150mila test sierologici su tutto il territorio italiano.

La ricerca voluta dal Governo italiano sulla popolazione italiana per accertare la diffusione del nuovo coronavirus è destinata ad un mezzo fallimento.

Solo 70 mila test sierologici sui 150 mila test affidati alla Croce rossa italiana, scelti attraverso un campione selezionato dall’Istat, sono stati effettuati.

La campagna scade a metà luglio e se, come probabile, non si raggiungerà l’intero campione, i risultati saranno inutilizzabili data la loro parzialità e anche inutilizzabili ai fini degli obiettivi che il Ministero della Salute si era dato con questa campagna di screening.

Una campagna fallita

La Croce rossa italiana ha condotto 190mila telefonate su tutto il territorio nazionale a partire dalla seconda metà di maggio.

Una campagna fallimentare perché molti non hanno risposto nemmeno dopo la 15esima telefonata, mentre altri si sono addirittura rifiutati di sottoporsi al test sierologico che veniva loro proposto gratuitamente.

Cosa succede ora?

I test sierologici erano stati gratuitamente messi a disposizione dalla società farmaceutica Abbott.

Ora se si vorrà riprovare con un nuovo campione, bisognerà ordinare una nuova partita da 150mila kit per test sierologico, mentre quelli fatti sono solo da buttare.

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