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Sindaco di Lampedusa: pescatori nordafricani pescano in acque territoriali italiane

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Il sindaco di Lampedusa e Linosa Totò Martello denuncia lo sconfinamento in acque territoriali di pescherecci tunisini che hanno impedito ai pescherecci italiani di svolgere il loro lavoro.

Il sindaco di Lampedusa e di Lonosa Totò Martello denuncia sulla sua pagina Facebook il comportamento dei pescherecci tunisini che sono entrati in acque territoriali italiane a pescare, costringendo i pescatori italiani a fare marcia indietro e impedendo loro di pescare in acque territoriali.

Il sindaco chiede l’intervento del Governo e impegna in prima persona nella vicenda il ministro degli Esteri Luigi Di Maio.

All’emergenza sanitaria e al blocco nelle vendite di prodotti ittici, spiega il sindaco, si aggiunte un terzo fattore:

“lo sconfinamento nelle acque territoriali da parte di pescherecci Nordafricani, che dovrebbero fermarsi alle 12 miglia dalle nostre coste ma che si spingono fino a quasi sette miglia, impedendo di fatto alle nostre marinerie di arrivare in acque ‘italiane’ che oltretutto sono particolarmente pescose”.

Il sindaco di Lampedusa ha postato anche un doppio video che mostra due differenti vicende accomunate dallo stesso problema, pescherecci siciliani bloccati da pescherecci nordafricani mentre pescano nelle acque territoriali italiane.

“Si tratta di una questione delicata che investe direttamente il governo italiano, è il momento di affrontare a 360 gradi i diversi aspetti che incidono sulle condizioni in cui lavorano le nostre marinerie che attraversano una crisi senza precedenti, chiedono un giusto ristoro per i danni subiti dalle imbarcazioni dei migranti affondate nei fondali, ed il diritto di pescare liberamente nelle proprie acque territoriali. Fino ad oggi solo grazie al senso di responsabilità dei nostri pescatori si è evitato il peggio, ma è indispensabile una ferma presa di posizione da parte delle istituzioni nazionali e comunitarie per permettere alla marineria di Lampedusa e Linosa di lavorare in sicurezza”.

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