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Ippolito dello Spallanzani: I focolai ci dicono che il virus non è morto

© Sputnik . Giorgio Perottino / Vai alla galleria fotograficaPassanti con le mascherine
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Il nuovo coronavirus c'è ancora e i focolai sono lì a ricordarcelo, dice l'infettivologo Giuseppe Ippolito dell'Inmi, e invita le persone a seguire ancora le regole già note.

Il nuovo coronavirus è lì in agguato ed i focolai ci ricordano appunto che “gli basta un niente per avvantaggiarsi” e riesplodere in tutta la sua virulenza.

Questo quanto dice l’infettivologo Giuseppe Ippolito, direttore scientifico dell’Istituto nazionale per le malattie infettive Lazzaro-Spallanzani, intervistato dal Corriere della Sera.

Basterebbe seguire poche regole dice, regole “di prevenzione che dovrebbero essere entrate nelle nostre consuetudini”, come lavarsi le mani, “indossare la mascherina, rispettare le distanze”.

E con rammarico invece Ippolito constata che “le mascherine sono cadute in disuso, vedo e mi raccontano che sono troppo spesso dimenticate, come se non servissero più”.

Perso fiducia nella scienza

Ippolito riflette anche sulla confusione e sulla divisione comunicativa, anche tra virologi ed epidemiologi, che ha fatto perdere alla gente “fiducia nella scienza”.

E così, dice l’infettivologo, la confusione “può aver creato un rilassamento nei comportamenti che invece sono fondamentali per tenere a bada il virus”.

I cittadini hanno seguito le raccomandazioni fino a quando la comunicazione è stata univoca: “il virus c’è e fa male, punto”.

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