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De-dollarizzazione dell'Iran ha alleggerito la pressione delle sanzioni USA - ministro Esteri

CC BY-SA 3.0 / Balk /MSC / Mohammad Javad ZarifMohammad Javad Zarif
Mohammad Javad Zarif  - Sputnik Italia
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Washington ha introdotto sanzioni unilaterali contro l'Iran nel 2018 dopo essersi ritirata dal Piano d'azione globale congiunto (PACG), misura che ha paralizzato la capacità di Teheran di vendere il suo petrolio e ha disconnesso le sue banche al sistema SWIFT globale, complicando le transazioni con le istituzioni finanziarie straniere.

Il ministro degli Esteri iraniano Javad Zarif ha elogiato gli sforzi per la de-dollarizzazione del Paese, sostenendo che ha permesso a Teheran di allentare la pressione delle sanzioni americane. La rinuncia all'uso di utilizzare i dollari nelle transazioni internazionali è stato in gran parte raggiunto attraverso un ampio ricorso al "baratto", ha aggiunto il ministro.

"Una delle questioni che riduce la pressione delle sanzioni è l'eliminazione del dollaro dalle transazioni, che abbiamo perseguito attraverso l'uso del sistema di baratto e molti Paesi hanno aderito", ha detto Zarif.

Zarif ha continuato a scagliarsi contro gli Stati Uniti per aver scatenato una "guerra totale" contro l'Iran, cercando di rappresentare il Paese come una "minaccia alla sicurezza" per il mondo e facendo pressioni sugli alleati della Repubblica islamica. Il ministro ha sostenuto che Washington cerca di usare la sua influenza al Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite per "danneggiare" l'Iran perché gli Stati Uniti lo vedono come una "potenza emergente".

Ritiro degli Stati Uniti dall'accordo nucleare

Teheran ha dovuto far fronte alle pressioni sulle sanzioni economiche statunitensi dopo che Washington si è ritirata dall'accordo nucleare iraniano (noto anche come PACG) nel 2018. Citando le accuse secondo cui Teheran stava ancora lavorando allo sviluppo di armi nucleari, qualcosa che è stato ripetutamente respinto dagli ispettori dell'Iran e dell'Agenzia internazionale per l'energia atomica, gli Stati Uniti ha abbandonato l'accordo multilaterale e hanno minacciato d'imporre sanzioni contro altri partecipanti, se avessero continuato a fare affari con Teheran.

Washington ha imposto sanzioni sul commercio petrolifero dell'Iran, una delle sue principali entrate, e sulle banche del paese, determinando la loro disconnessione dal sistema SWIFT globale. In risposta, l'Iran ha promesso d'interrompere completamente le operazioni finanziarie utilizzando la valuta americana. Secondo le accuse fatte da funzionari statunitensi, Teheran sta usando l'oro come metodo di pagamento, come ad esempio quando ha consegnato carburante e risorse per le raffinerie in Venezuela mediante petroliere alla fine di aprile.

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