Gemelli uccisi in Valsassina: inquirenti sequestrano computer del padre

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Indagini a tutto campo per risalire al movente che ha portato Mario Bressi ad uccidere i suoi due figli di 12 anni. La moglie è stata ascoltata per diverse ore.

Un gesto premeditato o un “corto circuito” della mente? Cosa ha spinto quel padre a uccidere i suoi due gemelli?

I Carabinieri provano a ricostruire l’intera vicenda anche alla luce di eventuali tracce che potrebbero essere contenute nel computer del padre assassino, portato via dalla casa di Gessate in provincia di Milano su disposizione della Procura di Lecco che conduce le indagini sul duplice omicidio e suicidio.

Gli inquirenti vogliono capire cosa abbia potuto spingere l’uomo a compiere un tale gesto che ha sconvolto le comunità di Margno (Lecco), dove è avvenuto il gesto, e di Gessate (Milano) dove Elena e Diego Bressi vivevano prima di essere uccisi dal padre, Mario Bressi.

Altre verità dall’autopsia

Martedì prossimo è prevista l’autopsia sui corpi di Elena e di Diego, fratelli gemelli di 12 anni.

Servirà a capire come sono morti e se sono stati sedati prima di essere strangolati. Secondo le prime ricostruzioni sembrerebbe di no.

Anche il corpo del padre assassino sarà sottoposto ad esame autoptico e tossicologico per capire se abbia agito sotto l’effetto di sostanze stupefacenti, se avesse bevuto prima di compiere il gesto o se aveva assunto farmaci.

Le autopsie serviranno a fornire qualche elemento in più anche sull’orario effettivo della morte, in particolare dell’uomo, per il quale al momento è stata collocata tra la tarda notte di venerdì 26 giugno e le prime ore del mattino di sabato 27 giugno.

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