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Scoperto dove e quando comparvero i primi cani da slitta

© REUTERS / Peter NichollsСибирский хаски в британском городе Тонбридж
Сибирский хаски в британском городе Тонбридж - Sputnik Italia
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Gli scienziati hanno scoperto che il pedigree dei moderni cani da slitta proviene da un antenato comune vissuto nell’antica Siberia circa 9.500 anni fa. A queste conclusioni sono giunti gli specialisti grazie a uno studio genomico comparato a partire da antichi resti fossili trovati su di una sperduta isola artica.

Il cane fu il primo animale ad essere addomesticato dagli umani. Da allora, nel corso di molti millenni, ha svolto una varietà di funzioni, tra cui aiutare l’uomo nel trasporto delle merci. Tuttavia, non era ancora noto alla scienza quando apparvero i primi cani da slitta, comuni oggi tra molti popoli del Nord.

In alcuni siti tardo paleolitici della Siberia, sono stati trovati resti ossei che ricordano elementi di fissaggio che i moderni Eschimesi (Inuit) usano per le squadre di cani da slitta. Durante gli scavi del sito di Zhokhov sull'isola di Zhokhov (arcipelago della Nuova Siberia, a nord della Jacuzia), gli archeologi hanno scoperto le prove più antiche dell'uso dell'allevamento di cani da trasporto rinvenendo dettagli su slitte e resti ossei di cani di età compresa tra gli 8 e 9 mila anni. Sarebbe stata la struttura delle ossa a rivelare agli scienziati che si sarebbe trattato di cani da slitta secondo la descrizione pubblicata sulla rivista Science.

Nell'ambito del progetto internazionale QIMMEQ sullo studio dei cani da slitta, gli scienziati, tra i quali vi erano ricercatori russi, hanno rilevato il più antico genoma completo del cane. Il lavoro è stato supportato da una sovvenzione della Russian Science Foundation (RSF).

Il DNA nucleare è stato estratto dalla mascella inferiore di un cane dal sito di Zhokhov, che aveva 9,5 mila anni, e anche, per confronto, dalla mascella inferiore di un lupo dal sito di Yansk di 32 mila anni. Sono stati anche prelevati campioni da dieci moderni cani da slitta della Groenlandia.

Le sequenze di DNA decifrate sono state confrontate con materiali di 114 cani e lupi provenienti da diverse regioni del mondo. È interessante notare che il genoma del cane del sito di Zhokhov è diventato il più antico tra tutte le sequenze di cani completamente decifrate.

I risultati hanno mostrato che ebbe luogo uno scambio attivo di geni tra gli antenati di cani e lupi - in particolare, appartenenti alla paleopopolazione dal sito di Yanskaya. Si incrociavano liberamente, il che è normale per i cani della stessa classe di taglia. Tuttavia, successivamente, la selezione artificiale fece il suo corso, tanto che i cani da slitta, compresi quelli cui appartenevano i resti fossili del sito di Zhokhov, sono molto diversi dai lupi moderni.

Sulla base dei risultati della datazione al radiocarbonio e della stima temporale delle corrispondenti mutazioni, si può presumere che i cani da slitta siano apparsi come una forma specializzata circa 9.5 mila anni fa. I cani di Zhokhov si sono rivelati geneticamente molto vicini ai moderni cani da slitta - Malamutes, Husky e Groenlandia - e ai cani domestici che vivevano con l’uomo in America quattro mila anni fa.

"Le nostre scoperte smentiscono la convinzione che i moderni cani da slitta siano apparsi due o tre millenni fa", cita le parole del primo autore dello studio, Mikkel-Holger Sinding dell'Università di Copenaghen, il comunicato stampa della Russian Science Foundation. "Inoltre siamo riusciti a stabilire che apparvero per la prima volta nella tundra della Siberia artica".

I risultati del lavoro ampliano le conoscenze sulle differenze genetiche dei cani da slitta rispetto ai rappresentanti di altre razze. Differenze piuttosto profonde connesse, in primo luogo, a caratteristiche nutrizionali - i cani da slitta sono notevolmente più grassi per poter far meglio fronte alle rigide condizioni climatiche del Nord. In secondo luogo hanno sviluppato geni proteici coinvolti nel rilassamento e nell'aumento della permeabilità dei vasi sanguigni, cosa che consente un migliore assorbimento di ossigeno e aumenta la resistenza. Le stesse proteine ​​probabilmente servono anche come una sorta di sensori del freddo - simili ne sono state trovate nei mammut lanosi.

"I cani da slitta e gli abitanti dell'Artico hanno una storia comune di 9,5 millenni: vivevano insieme, si muovevano per lunghe distanze e cacciavano. L'adattamento congiunto non poteva che lasciare un'impronta sul genoma animale. La tradizione di usare squadre di cani da parte delle popolazione dell'estremo nord esiste da molto tempo e persiste tutt’ora in diverse regioni dell'Artico, tuttavia, nel nord dell'Eurasia, venne probabilmente soppiantata dall'uso di squadre di renne", conclude Vladimir Pitulko, responsabile del progetto della Russian Science Foundation.

L'adattamento alle condizioni ambientali e all'attività fisica si manifestò quindi negli antichi cani trovati sull'isola di Zhokhov, a livello genetico, il che indica una selezione abbastanza lunga eseguita dall’uomo nell'interesse di creare una varietà di cani con una ben definita funzionalità.

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