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Israele rinuncerà all'annessione della Valle del Giordano

© AP Photo / Abir SultanIl primo ministro dell’Israele Benjamin Netanyahu
Il primo ministro dell’Israele Benjamin Netanyahu  - Sputnik Italia
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Il governo ha notificato all'Autorità nazionale palestinese la decisione di non voler procedere all'annessione della Valle del Giordano.

Israele non estenderà la propria sovranità sulla Valle del Giordano e ha notificato tale decisione all'Autorità Nazionale Palestinese.

A riferirlo è il portale israeliano Ynews, riportando una lettera inviata dal governo al capo dell'autorità palestinese Mahmoud Abbas in seguito al recente incontro tra il capo del Mossad Yossi Cohen e il re della Giordania Abdullah II.

Scendendo più nel dettaglio, la parte israeliana ha fatto sapere di avere l'intenzioni di limitarsi ad integrare due o tre insediamenti nella West Bank.

Nei giorni scorsi il gruppo Hamas aveva minacciato Israele, affermando che un'eventuale annessione della West Bank equivarrebbe ad una dichiarazione di guerra alla Palestina.

L'amministrazione Trump divisa

Allo stesso tempo, il consigliere del presidente americano Trump, Jared Kushner, ha chiesto al primo ministro israeliano Benjamin Netanyahu di posporre un'eventuale estensione della sovranità su parti della West Bank.

Proprio l'amministrazione del capo di stato USA sembra essere divisa al proprio interno, con una parte capeggiata dall'ambasciatore americano in Israele David Friedman, che si è schierata a favore della prosecuzione del piano di annessione, e un'altra, supportata anche dal Segretario di Stato Mike Pompeo, che ha espressamente richiesto ad Israele di agire con estrema cautela

All'inizio del mese di giugno il premier Netanyahu aveva presentato quattro piani per l'integrazione del West Bank in sinergia con il partner di governo Benny Gantz e la sua Alleanza Blu-Bianco.

L'accordo del secolo e il riconoscimento di Gerusalemme come capitale d'Israele 

Il 28 gennaio 2020, Donald Trump ha reso pubblico il cosiddetto "accordo del secolo" prevedendo in particolare la sovranità di Israele su aree chiave della Giudea e della Samaria, i nomi biblici delle due regioni che compongono la Cisgiordania.

La mossa è stata preceduta dall'annuncio del segretario di Stato Mike Pompeo, nel novembre 2019, secondo cui Washington non considera più gli insediamenti israeliani in Cisgiordania "incompatibili con il diritto internazionale".

Sia il piano di pace di Trump che le osservazioni di Pompeo sono state oggetto di pesanti critiche da parte delle Nazioni Unite, dei principali Stati membri dell'UE e dei paesi arabi, che considerano illegali gli insediamenti israeliani.

In precedenza, Washington ha riconosciuto Gerusalemme come capitale d'Israele e poi ha riconosciuto le contestate Alture del Golan come parte d'Israele attraverso un proclama presidenziale firmato nel marzo 2019.

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