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Bilancio Covid negli USA fortemente sottostimato, i dubbi degli esperti

© AP Photo / Bebeto MatthewsPasseggero metro New York - Coronavirus
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Per Robert Redfield, direttore dei Centri americani per le malattie e il controllo e la prevenzione, il numero di contagi da Covid-19 negli USA potrebbe essere stato fortemente sottostimato.

In una conferenza stampa tenuta nella giornata di ieri, il direttore dei Centri americani per le malattie e il controllo e la prevenzione (CDC) Robert Redfield ha dichiarato che le attuali statistiche sul bilancio dei contagi negli USA potrebbero essere state fortemente sottostimate.

Per Redfield, come riferisce il Time, dalla campionatura dei test sierologici starebbe infatti emergendo un quadro completamente diverso, con numeri altissimi di persone risultate positive e quindi verosimilmente ammalatesi, anche senza presentare sintomi, e poi guarite dal SARS-CoV2.

L'esperto ha riferito che all'inizio della pandemia negli Stati Uniti ai test sierologici venivano sottoposti soltanto i soggetti sintomatici ma che, vista la grande quantità di positivi asintomatici rilevata dai tamponi, la pratica è stata estesa ad un bacino di utenti più ampio, portando a far emergere un numero estremamente superiore di persone infettate o già guarite dal Covid-19.

"L'approccio tradizionale della ricerca di pazienti sintomatici  e le diagnosi hanno ovviamente portato ad una sottostima del numero totale delle infezioni. Ora che i test sierologici sono disponibili, le stime che abbiamo attualmente a disposizioni mostrano un numero di persone dotate di anticorpi di dieci volte superiore", ha spiegato Redfield.

Il direttore ha quindi fatto notare che tale circostanza potrebbe aver contribuito anche all'abbassamento del trend relativo all'età delle persone alle quali è stato diagnosticato il Covid-19 nell'ultimo periodo, sottolineando come persone più giovani siano meno propense a sviluppare una forma patologica grave.

Durante la conferenza Redfield ha inoltre annunciato che negli Stati Uniti nuove categorie di persone saranno inserite nella lista dei soggetti maggiormente esposti a rischio; tra questi figurano coloro che sono affetti da asma, demenza o che in passato sono stati colpiti da infarto o si trovano in stato di gravidanza.

E' stato inoltre confermato, come già emerso in precedenza, che persone obese o affette da diabete del secondo tipo risultano essere maggiormente vulnerabili al SARS-CoV2.

Stando all'ultimo bollettino diffuso dalla Johns Hopkins University sono ormai circa 2,5 milioni le persone contagiate dal Covid-19 negli USA, con l'ultima giornata che ha fatto segnare il record di 38.853 positività, a fronte di 126.000 decessi.

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