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Presenza del coronavirus nelle fogne italiane "interessante", ma origine Covid non cambia - Oms

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L'Organizzazione Mondiale della Sanità ha commentato lo studio dei ricercatori italiani, che hanno scoperto tracce del nuovo coronavirus nelle acque di scarico del Belpaese già lo scorso dicembre, quando ufficialmente i casi di Covid-19 erano circoscritti in Cina e in alcune zone dell'Asia.

Il rilevamento da parte degli scienziati italiani del coronavirus SARS-CoV-2 nelle acque reflue già nel dicembre dello scorso anno non cambia la situazione relativa all'origine del virus, ha affermato Michael Ryan, direttore del programma sanitario di emergenza dell'Oms durante una conferenza stampa.

"La ricerca italiana è interessante. E' uno studio importante che bisogna continuare. Ma non credo che in questa fase questo studio possa cambiare l'origine del virus", ha detto Ryan.

Secondo il rappresentante dell'Oms, lo studio dimostra che il virus poteva circolare in Italia settentrionale già a dicembre dello scorso anno. Tuttavia non è ancora noto quale effetto abbia avuto la presenza del virus nell'ambiente sullo scoppio dell'epidemia di Covid-19 e se non sia una conseguenza dei casi importati.

Secondo uno studio in via di pubblicazione dell'Iss, basato sulle analisi dell'Rna, il coronavirus circolava già nelle città di Milano e Torino a fine 2019. A provarlo sono le analisi effettuate sulle acque di scarico dei due capoluoghi.

In Italia l'epidemia di Covid-19 è iniziata ufficialmente alla fine di febbraio: il paziente 1 è stato un abitante di Codogno, che dopo un decorso grave della malattia è riuscito a guarire. Secondo i dati di oggi della Protezione Civile, in Italia sono stati registrati complessivamente 238.720 casi di Covid-19: tra questi 183.426 è il numero dei guariti, 34.657 sono le vittime e 20.637 sono i pazienti positivi al coronavirus, di cui 18.472 si trovano in autoisolamento a casa con sintomi lievi e assenti, 2.038 sono ricoverati in ospedali con sintomi e 127 sono in terapia intensiva.

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