Registrazione avvenuta con successo!
Per favore, clicca sul link trasmesso nel messaggio inviato a

Codamozza è arrivata al ‘santuario dei cetacei’, “ora lasciamola in pace” - chiedono gli esperti

© Sputnik . Valery Levitin / Vai alla galleria fotograficaYacht al mare
Yacht al mare - Sputnik Italia
Seguici su
La balenottera nota con il nomignolo di ‘Codamozza’, per via di una menomazione alla pinna caudale dovuta probabilmente a una serie di incidenti, è stata avvistata al cosiddetto ‘santuario dei cetacei’. Gli esperti tuttavia avvertono curiosi e turisti di non disturbarla perché, viste le sue condizioni, ha bisogno di tranquillità.

Codamozza è una balenottera che ne ha passate tante, tuttavia nonostante la grave menomazione è riuscita ad arrivare al Santuario Pelagos per la protezione dei mammiferi marini nel Mediterraneo con le sue pinne. Ora si spera finalmente possa anche lei, insieme agli altri cetacei, approfittare di quelle acque che nel periodo estivo, le particolari condizioni di correnti e climatiche, rendono ricche di krill, gamberetti, acciughe e tutto il ben di Dio che un cetaceo possa mai sognare.

Il problema per Codamozza però è che con quella coda così martoriata, non potrà immergersi in profondità per nutrirsi adeguatamente. Nuotare in quelle condizioni d’altra parte richiede ancora più fatica e ancora più energie. Un circolo vizioso che gli studiosi temono possa dare poche chances al grande mammifero marino.

Uno squalo bianco - Sputnik Italia
Avvistato e filmato squalo nello Stretto di Messina in riva al mare

“Adesso spero vivamente che essendo un animale già stressato, le barche non si precipitino per osservarla, Codamozza ha bisogno di tranquillità”,

ha detto citata da Il Fatto Quotidiano Maddalena Jahoda, ricercatrice e responsabile divulgazione scientifica per il Tethys Research Institute (organizzazione fondata nel 1986 con sede presso l'Acquario Civico di Milano volta alla ricerca, al sostegno e la conservazione marina attraverso la scienza e la consapevolezza del pubblico).

Codamozza era nota all’Istituto Tethys già dal 1996, quando era stata fotoidentificata per la prima volta. Allora le mancava solo un lobo della pinna caudale ma un secondo incidente, avvenuto probabilmente proprio nelle acque pur protette del ‘Santuario dei Cetacei’ (praticamente tutta l’area dalla Corsica all’Elba alla Costa Azzurra) l’aveva menomata definitivamente.

In ogni caso, nonostante disavventure e stenti, solo una settimana fa Codamozza era stata avvistata in Sicilia. Pur se chiaramente denutrita e con tale handicap è riuscita quindi a nuotare una media di 100 chilometri al giorno per raggiungere anche lei il santuario dei cetacei.

Notizie
0
Prima i più recentiPrima i più vecchi
loader
LIVE
Заголовок открываемого материала
Per partecipare alla discussione
accedi o registrati
loader
Chats
Заголовок открываемого материала