Registrazione avvenuta con successo!
Per favore, clicca sul link trasmesso nel messaggio inviato a

Perché è così difficile dimagrire? Questione di geni, dicono gli scienziati

CC0 / Pixabay / Perché è così difficile dimagrire? Questione di geni, dicono gli scienziati
Perché è così difficile dimagrire? Questione di geni, dicono gli scienziati - Sputnik Italia
Seguici su
Le abitudini alimentari vengono in larga parte ereditate per via genetica. Sono già note circa una decina di mutazioni responsabili della eccessiva dipendenza dal dolce, salato, grasso e amaro.

Si ritiene che proprio per via di tali dipendenze l’uomo abbia così tante difficoltà a disfarsi dei chili in eccesso anche quando questo sarebbe di estrema importanza per la sua salute.

Il DNA decide la dieta

Taluni ricercatori spagnoli hanno chiesto a 800 volontari di origine europea di compilare un questionario sulla loro dieta giornaliera. Nel questionario si chiedeva anche di valutare ogni pasto con un voto da 1 a 10, dal meno buono al più gustoso. Inoltre, ai volontari sono stati prelevati campioni di DNA.

Жительница Окленда Симона Андерсон, похудевшая на 92 кг - Sputnik Italia
Dimagrisce di 92 chili: una blogger neozelandese condivide il segreto del suo successo

Gli scienziati hanno analizzato i dati raccolti e li hanno messi a confronto con le mutazioni presenti nel genoma dei volontari le quali potevano essere correlate alla dieta e alle abitudini alimentari. In tutto, sono state rilevate circa 150.000 mutazioni di questo tipo.

Nella maggior parte dei casi le mutazioni riguardavano il gene FTO che determina l’inclinazione verso il consumo di verdure, l’appetito e la probabilità di diventare obesi. Per numero di casi seguono i geni CREB1 e GABRA2 legati al consumo di sale e prodotti salati. Questi filamenti di DNA vengono considerati anche regolatori della velocità di lettura genica e responsabili della trasmissione dei segnali al cervello.

Sono stati trovati anche alcuni geni “golosi di dolci”. Si tratta anzitutto del gene OXTR che determina le reazioni dell’organismo all’ossitocina. Gli autori dello studio ritengono che proprio da questo gene dipenda la relazione dell’uomo con il cioccolato. Mentre i geni SLC6A2 e SLC6A5 regolano la predisposizione verso cibi grassi e zuccherati.

A breve gli scienziati intendono condurre studi simili su gruppi etnici differenti.

Un regalo dei nostri avi

Gli esperti del RIKen e dell’Università di Osaka, analizzando i dati genomici, lo stato di salute e i gusti alimentari di più di 160.000 giapponesi hanno determinato le abitudini alimentari che vengono ereditate mediante DNA. Fra queste figurano la propensione per il consumo di caffè, tè, yogurt, tofu, pesce, verdure, carne e alcol.
In tutto gli scienziati hanno descritto 9 componenti genomiche che influiscono sui gusti alimentari.

Sneakers - Sputnik Italia
Uomo rivela come è riuscito a dimagrire di 22 chili in un anno
Alcune possono determinare subito delle abitudini alimentari. Ad esempio, il tofu è stato preferito da soggetti portatori di una mutazione che regola la percezione del sapore amaro. I soggetti senza questa mutazione erano astemi. Negli amanti di pesce, tofu e verdure si rilevava sempre nel DNA una variante genica che determina una maggiore predisposizione all’umami, un gusto legato al glutammato di sodio.

Mentre la predisposizione per formaggio, yogurt e latte era determinata dalle stesse varianti geniche, il che non sorprende dato che si tratta di prodotti simili.

Gli autori dello studio osservano che 6 dei geni da loro rilevati sono legati alla predisposizione per tutta una serie di patologie quali diverse forme di tumore e il diabete mellito.

Cibo grasso invece che dolce

Secondo taluni ricercatori britannici, di tutti i geni responsabili delle abitudini alimentari il più sgradevole è MC4R. Questo induce l’organismo a voler mangiare cibi grassi. Di conseguenza, il soggetto sviluppa una situazione di sovrappeso e tutte le patologie cardiovascolari ad essa correlate.

In un esperimento è stato offerto ai volontari un piatto indiano a base di curry in tre versioni. Il gusto dei tre piatti era uguale, cambiava solamente il contenuto di grassi: rispettivamente 20, 30 e 60%. Dopo che i volontari avevano provato i piatti, gli scienziati hanno permesso loro di mangiare la quantità desiderata del piatto preferito.

Poi ai volontari è stato offerto un dessert a base di panna montata, fragole e meringhe, anch’esso in tre versioni uguali a livello di gusto, ma differenti per contenuto di zucchero.

Ragazza fa colazione a letto - Sputnik Italia
Non solo sport: per dimagrire e stare in forma serve mangiare guardando l'orologio

I ricercatori hanno evidenziato i soggetti che hanno tentato di mangiare la quantità maggiore del piatto di curry con contenuto maggiore di grasso e che hanno scelto il dessert meno zuccherato o che non l’hanno proprio mangiato.

Studiando i genomi di questi soggetti, gli scienziati hanno rilevato una mutazione nel gene MC4R che, si ritiene, regoli i comportamenti alimentari e il metabolismo e che spesso viene registrata in soggetti obesi.

Gli autori dello studio ipotizzano che questo gene sia responsabile della scelta del soggetto tra dolce e grasso. La mutazione di questo gene induce il soggetto a preferire il grasso e a rifuggire il dolce. In un lontano passato questa mutazione serviva ai nostri antenati perché, vista la carenza di cibo, avevano più probabilità di sopravvivere coloro che consumavano molti prodotti ad elevato contenuto calorico piuttosto che frutti dolci. Oggi però questo adattamento evolutivo nuoce alla salute. 

Notizie
0
Prima i più recentiPrima i più vecchi
loader
LIVE
Заголовок открываемого материала
Per partecipare alla discussione
accedi o registrati
loader
Chats
Заголовок открываемого материала