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Iscrizioni Università, in 10.000 non si iscriveranno nell’anno 2020/21

© Sputnik . Vitaliy Ankov / Vai alla galleria fotograficaUna studentessa dell' Università MGIMO di Mosca
Una studentessa dell' Università MGIMO di Mosca - Sputnik Italia
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Circa 10mila studenti e studentesse che usciranno dalla maturità 2020 non potranno iscriversi all'Università per mancanza di fondi economici sufficienti alle rispettive famiglie.

Nell’anno accademico 2020/21 circa 10mila studenti potrebbero non iscriversi all’Università come conseguenza della contrazione delle capacità economiche delle rispettive famiglie esposte alla crisi economica generata dalla pandemia.

L’allarme lo lancia Svimez con una breve ricerca di 5 pagine dal titolo ironicamente amaro: ‘La notte dopo gli esami? Il rischio di un crollo degli iscritti all’Università’.

Un terzo di questi 10mila iscritti in meno è atteso al Sud Italia, dove ancora non sono state recuperate le iscrizioni perdute durante la doppia e lunga crisi 2008-2013, che portò alla contrazione dell’8,3% delle iscrizioni alle Università.

Alla luce della nuova crisi economica lo Svimez “stima una riduzione del tasso di proseguimento di 3,6 punti nel Mezzogiorno e di 1,5 nel Centro-Nord”.

Un crollo peggiore del 2009 è possibile

Lo Svimez fa notare che i cali nelle iscrizioni sono quindi legati alle condizioni economiche delle famiglie e dal momento che nel 2009 il Pil nazionale cadde del 5,3%, e secondo le stime nel 2020 il Pil è atteso crollare in maniera ben più significativa, si potrebbe di conseguenza verificare una contrazione nelle iscrizioni allarmante.

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La proposta dello Svimez

Svimez avanza al Governo italiano la seguente proposta per scongiurare un ulteriore impoverimento culturale delle giovani generazioni italiane e per non lasciare ancora una volta indietro i più fragili.

“Rendere sistematica la proposta strutturale del Ministero dell’Università di estendere la no tax area da 13.000 a 20.000 in tutto il Paese, prevedere innalzamento a 30.000”.

Ed ancora.

“Prevedere, in conseguenza della crisi, una borsa di studio statale che copra l’intera retta 2020 nelle Università pubbliche, vincolata al raggiungimento degli obiettivi previsti dal piano di studi nel primo anno di corso”.

E poi.

“Considerare l’Università come fondamentale infrastruttura pubblica dello sviluppo destinando risorse specifiche del piano europeo Next Generation per rafforzare il diritto allo studio nelle regioni a più basso livello di reddito così da evitare che la crisi anche questa volta finisca per aumentare le diseguaglianze”.

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