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Covid-19 non ferma il Festival di Yulin della carne di cane

© Sputnik . Viktor Tolochko / Vai alla galleria fotograficaUn momento di affetto tra un cane ed il suo padrone
Un momento di affetto tra un cane ed il suo padrone - Sputnik Italia
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Il festival di Yulin, città cinese dove si vendono cani per uso alimentare, non si ferma nonostante Covid-19. Ma una parte dell'opinione pubblica cinese ha cambiato posizione.

Dopo il nuovo coronavirus la Cina ha rivisto le sue normative in fatto di allevamento e vendita di animali selvatici nei mercati alimentari cinesi, tuttavia l’annuale festival di Yulin, città nel sud della Cina, si svolgerà nonostante tutto, nonostante Covid-19.

Il virus non ferma la tradizionale macellazione dei cani in un paese dove si macellano 10 milioni di cani all’anno per uso alimentare.

C’è da dire che una parte dell’opinione pubblica cinese sta cambiando mentalità e nelle città di Shenzhen, capitale finanziaria e a Zhuhai, il commercio è stato vietato.

Ma complice il lockdown che ha reso la carne di suino scarsa e cara, molti cinesi hanno fatto ricorso alla più economica e disponibile carne di canide.

Anche le coscienze delle celebrità cinesi sono state profondamente influenzate da quanto accaduto in questi mesi e si sono schierate contro il festival di Yulin. Tra essi Yang Mi, Fan Bingbing, Zhao Liying, Sun Li e Chen Kun. La loro azione è volta a influenzare l’opinione pubblica su un comportamento culturale stigmatizzato in gran parte del mondo dove il cane è ormai considerato, anche giuridicamente, parte del nucleo familiare.

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