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Bergamo, scandalo spese gonfiate accoglienza migranti: arrestato anche sacerdote

© Sputnik . Evgeny Utkin Bergamo
Bergamo - Sputnik Italia
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Terremoto a Bergamo nel sistema di gestione dei migranti. 83 gli indagati e don Antonio Zanotti arrestato. Gli indagati truffavano lo Stato per intascare i fondi destinati ai migranti.

Uno scandalo senza precedenti si abbatte su Bergamo e in particolare sul sistema di accoglienza dei migranti gestito dalla Caritas e da associazioni di estrazione cristiana cattolica. Secondo le indagini, ancora in corso, ben 83 persone avrebbero fatto parte di un sistema volto a gonfiare le spese per l’accoglienza e ad organizzare inesistenti servizi per i migranti, allo scopo di intascare somme ai danni dello Stato.

Gli indagati sono accusati a vario titolo anche di sfruttamento del lavoro nero e di truffa aggravata ai danni dello Stato.

Ciò che ha stupito più di tutto di questa vicenda riguarda il coinvolgimento di un sacerdote, padre Antonio Zanotti, arrestato e posto ai domiciliari.

Il prelato era già finito in una inchiesta per molestie sessuali avvenute ai danni di migranti ospitati nella comunità Terra Promessa da lui stesso fondata. Con lui sono indagati Anna Maria Preceruti e Giovanni Trezzi con il ruolo di presidente ed economo della comunità.

Le indagini da una tentata violenza

A far scattare le indagini una tentata violenza sessuale ai danni di una operatrice del centro di Fontanella nel 2017. Investigando in quel fatto gli inquirenti si sono imbattuti in qualcosa di più ampio e da lì ne sono scaturite addirittura tre indagini.

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A loro carico ci sono sia intercettazioni telefoniche che documentazioni comprovanti le condotte illecite.

Nella sede legale di Romano di Lombardia della comunità gli inquirenti hanno sequestrato ben 126mila euro. I reati di inadempimento di contratti di pubbliche forniture e di turbativa d’asta oltre che di sfruttamento del lavoro, sono solo alcuni dei reati ipotizzati.

Caritas e cooperativa Ruah di Bergamo sono sotto inchiesta. Non ci sono arresti, ma 38 avvisi di garanzia come atto dovuto per poter procedere all’accertamento di quanto accaduto.

Con il supporto anche dell’associazione Diakonia onlus, gli indagati avrebbero intascato un totale di 50mila euro derivanti dai 35 euro al giorno spettanti a ciascun migrante. Le associazioni modificavano le date di soggiorno dei migranti da comunicare alla Prefettura così da percepire maggiori proventi non dovuti.

La reazione politica

La prima reazione sul fatto è giunta da Matteo Salvini, il quale sui social network ha scritto:

"Se è vero, è uno schifo. La peggiore conferma di quello che ha sempre detto la Lega sul business odioso dell'immigrazione clandestina e dell'"accoglienza" trasformata in mangiatoia".
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