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Iss: tracce di Covid nelle acque di scarico di Milano e Torino già nel 2019

© Sputnik . Maksim Bogodvid / Vai alla galleria fotograficaUna scienziata in laboratorio
Una scienziata in laboratorio - Sputnik Italia
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Secondo uno studio in via di pubblicazione dell'Iss, basato sulle analisi dell'Rna, il coronavirus circolava già nelle città di Milano e Torino a fine 2019. Lo provano gli accertamenti effettuati sulle acque di scarico dei due capoluoghi.

Giuseppina La Rosa, del Reparto di Qualità dell'Acqua e Salute del Dipartimento di Ambiente e Salute dell'Iss, ha condotto lo studio in collaborazione con Elisabetta Suffredini del Dipartimento di Sicurezza Alimentare, Nutrizione e Sanità pubblica veterinaria.

Lo studio ha preso in esame 40 campioni di acque reflue raccolti da ottobre 2019 a febbraio 2020, e 24 campioni di controllo per i quali la data di prelievo (settembre 2018 – giugno 2019) consentiva di escludere con certezza la presenza del virus.

"I risultati, confermati nei due diversi laboratori con due differenti metodiche, hanno evidenziato presenza di RNA di SARS-Cov-2 nei campioni prelevati a Milano e Torino il 18/12/2019 e a Bologna il 29/01/2020. Nelle stesse città sono stati trovati campioni positivi anche nei mesi successivi di gennaio e febbraio 2020, mentre i campioni di ottobre e novembre 2019, come pure tutti i campioni di controllo, hanno dato esiti negativi" conclude La Rosa, confermando una presenza del virus antecedente rispetto a quella inizialmente sospettata.

Tale studio fornisce informazioni coerenti rispetto ad altri risultati ottenuti dall'analisi retrospettiva su campioni di pazienti ospedalizzati in Francia, che identificavano un positivo al Covid in un campione respiratorio risalente alla fine di dicembre, e ad un recente lavoro spagnolo che ha rinvenuto RNA di SARS-CoV-2 in campioni di acque reflue raccolte nella metà di gennaio a Barcellona.

"Bisogna evidenziare che il ritrovamento del virus non implica automaticamente che le catene di trasmissione principali che hanno portato poi allo sviluppo dell'epidemia nel nostro paese si siano originate proprio da questi primi casi, ma, in prospettiva, una rete di sorveglianza sul territorio può rivelarsi preziosa per controllare l'epidemia" sottolinea Luca Lucentini, direttore del Reparto Qualità dell'Acqua e Salute dell'Iss.

Lucia Bonadonna, direttrice del Dipartimento di Ambiente e Salute dell'Iss ha poi aggiunto che è stata presentata una proposta di azione al Ministero della Salute per l'avvio di una rete di sorveglianza su SARS-CoV-2 in reflui, e già nel luglio prossimo sarà avviato uno studio pilota su siti prioritari individuati in località turistiche. In caso di successo quest'ultimo sarà esteso a livello nazionale in un'ipotesi di ritorno del virus nel prossimo autunno.

A fine maggio il presidente dell'Iss Silvio Brusaferro ha confermato il rischio di una seconda ondata del virus Sars CoV2 che potrebbe di fatto arrivare a partire da settembre-ottobre.

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