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Libia, Italia chiede un'inchiesta in seguito alla scoperta di fosse comuni a Tarhouna

CC BY-SA 3.0 / Pierreci / Palazzo della FarnesinaMinistero degli affari esteri e della cooperazione internazionale
Ministero degli affari esteri e della cooperazione internazionale - Sputnik Italia
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Ieri in serata sul sito del Ministero degli Esteri italiano è apparso un comunicato in merito al ritrovamento delle fosse comuni a Tarhouna, in Libia.

Il Governo italiano ha richiesto l'apertura di un'inchiesta trasparente e indipendente in seguito al rinvenimento di fosse comuni nei pressi della città libica di Tarhouna in Libia.

Lo si apprende da un comunicato pubblicato nella serata di ieri sul sito del Ministero degli Esteri:

"Il Governo italiano esprime sgomento per la recente scoperta di numerose fosse comuni nell'area di Tarhouna. Richiamando le dichiarazioni del Segretario Generale dell'ONU Antonio Guterres, dell'Alto Rappresentante dell'UE Josep Borrell e della Missione UNSMIL, l'Italia chiede che sia avviata un'indagine indipendente e trasparente affinché vengano individuati e puniti i responsabili. L'Italia richiama tutte le parti coinvolte nel conflitto in Libia al pieno rispetto dei diritti umani e del diritto internazionale umanitario", si legge nella nota.

In precedenza il Governo di Accordo Nazionale di Tripoli aveva riferito in merito alla scoperta di fosse comuni a Tarhouna dopo il ritiro dell'Esercito Nazionale Libico del Maresciallo Khalifa Haftar.

La missione ONU in Libia ha a sua volta auspicato la formazione di una commissione d'inchiesta per fare luce su quanto accaduto.

La guerra in Libia

Dopo il rovesciamento e l'assassinio del leader libico Muammar Gheddafi nel 2011, la Libia ha praticamente smesso di funzionare come un singolo stato. Ora nel paese ci sono due governi: il parlamento eletto dal popolo si trova a est e a ovest, nella capitale Tripoli, il Governo di Accordo Nazionale, formato con il sostegno delle Nazioni Unite e dell'Unione europea.

Le autorità della parte orientale del paese operano indipendentemente da Tripoli e cooperano con l'esercito del maresciallo Khalifa Haftar.

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