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Corea del Sud minaccia Pyongyang di ritorsioni se saranno intraprese azioni militari

© Sputnik . Ramil Sitdikov / Vai alla galleria fotograficaLa bandiera della Corea del Sud
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L'esercito sudcoreano è pronto a reagire in caso di aggressione da parte di Pyongyang, ha avvertito il Capo di Stato Maggiore di Seul.

Le forze armate della Corea del Sud hanno avvertito che, qualora dovesse intraprendere delle azioni militari nei confronti di Seul, Pyongyang dovrà poi essere pronta a pagarne il prezzo.

"Le nostre truppe hanno espresso estrema preoccupazione circa il fatto che il Capo di Stato Maggiore della Corea del Nord abbia reso pubblici dei piani militari che violano gli accordi intracoreani e la Dichiarazione di Panmunjom e i trattati del 19 settembre 2018. Tali misure nullificano tutti i risultati congiunti di oltre 20 anni e gli sforzi compiuti nell'ambito delle relazioni intracoreane per il mantenimento della pace nella penisola coreana. Se la Corea del Nord procederà con delle azioni reali, pagherà il prezzo corrispondente", ha riferito un alto ufficiale di Seul nel corso di un briefing dello Stato Maggiore.

Tali dichiarazioni fanno seguito all'annuncio fatto da Pyongyang circa la propria intenzione di riprendere "ogni tipo di esercitazione militare" nei pressi della Zona demilitarizzata, rispedendo dunque al mittente le intenzioni di Seul di risolvere le tensioni venutesi a creare in maniera pacifica.

Ieri la Corea del Nord ha fatto saltare in aria l'ufficio di collegamento intracoreano nella città di Kaesong, dopo che tre giorni prima Kim Yo-jong, la sorella del leader Kim Jong-un aveva minacciato di interrompere ogni relazione tra il Nord e il Sud in seguito al reperimento di volantini di propaganda anti-Pyongyang nella zona al confine.

Il governo di Seul, a sua volta, ha espresso "grande rammarico per la decisione unilaterale della Corea del Nord di far saltare l'ufficio di collegamento intracoreano", rammentando che in caso di ulteriore peggioramento della situazione la responsabilità sarà soltanto di Pyongyang.

Il complesso industriale di Kaesong si trova in una zona economica speciale al confine tra le due Coree, fino ad oggi amministrata congiuntamente dai due Paesi, con oltre 124 aziende sudcoreane che vi operano e oltre 54.000 lavoratori nordcoreani.

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