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Braccianti in sciopero della fame si incatenano a Villa Panphilj. Ricevuti da Conte

© Filippo AttiliIl Presidente Conte con i ministri Gualtieri e Catalfo
Il Presidente Conte con i ministri Gualtieri e Catalfo  - Sputnik Italia
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Una delegazione di braccianti guidata dal sindacalista Aboubakar Soumahoro è giunta davanti alla sede degli Stati Generali e ha chiesto al presidente Conte di "aprire i palazzi" e non essere sordi al "dolore degli esclusi e degli invisibili".

"Presidente Giuseppe Conte, aprite i palazzi! Non siate sordi al dolore degli esclusi e degli invisibili, aprite i palazzi". Così Aboubakar Soumahoro, sindacalista Usb già protagonista delle lotta al caporalato nelle campagne, si è rivolto al premier chiedendo di essere ricevuto a villa Pamphili. 

Soumahoro, assieme a una delegazione di braccianti, si è incatenato davanti ai cancelli della sede in cui si stanno svolgendo gli Stati Generali dell'Economia, proclamando uno sciopero della fame e della sete. 

Il sindacalista spiega in un video che il presidio e lo sciopero della fame continuerà ad oltranza finché non avrà risposte su tre questioni: 

  • un piano di emergenza nazionale per il lavoro, per riassorbire i milioni di disoccupati; 
  • una riforma della filiera agricola per "liberare liberare gli agricoltori dalle catene dei giganti del cibo"; 
  • una sanatoria per gli irregolari con un permesso di soggiorno per emergenza sanitaria convertibile a permesso di lavoro. 

"Cancellate il decreto sicurezza, concedete la cittadinanza ai bambini nati in Italia e non siate sordi al dolore di milioni di giovani precari, disoccupati, esclusi, indipendentemente dal colore della pelle", dice. 

"Aboubakar Soumahoro si è incatenato questa mattina nei pressi della sede degli Stati Generali e ha iniziato uno sciopero della fame che andrà avanti finché il governo non ascolterà il grido di dolore degli invisibili e degli esclusi. A partire dalle grida dei braccianti dimenticati dalla cosiddetta regolarizzazione prevista nel decreto Rilancio", ha scritto Usb  in una nota. 

"Sono gli stessi lavoratori che a giugno hanno visto morire Mohamed Ben Ali, per tutti Baye Fall, nell'incendio della sua baracca a Borgo Mezzanone, nel Foggiano, e Adnan Siddique, ucciso dai caporali a Caltanissetta", continua il comunicato.

L'incontro con Conte

In seguito alla protesta i braccianti sono stati ricevuti dal premier Conte, dal ministro dell'Economia Gualtieri e dalla ministra del Lavoro Catalfo. 

Soumahoro ha riferito, in un video successivo alla riunione, l'intenzione del governo di accettare un confronto e proposte sui tre punti chiave presentati dai braccianti e di rivedere i decreti sicurezza, per cui si profila la possibilità che i permessi per emergenza sanitaria siano convertibili in permessi di lavoro.

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