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Astrofisici britannici provano a calcolare le probabilità di vita intelligente nella nostra Galassia

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Gli astrofisici britannici dell'Università di Nottingham hanno deciso di calcolare quante forme di vita intelligente dovrebbero esistere o essere esistite nella nostra Galassia secondo le leggi della statistica. Il risultato è sorprendente, ma per certi versi anche ‘preoccupante’.

Gli scienziati dell’Università di Nottingham hanno calcolato che attualmente nella nostra Galassia potrebbero esserci diverse dozzine di civiltà intelligenti attive e capaci di comunicare. Gli autori dello studio, apparso sulla rivista scientifica specializzata The Astrophysical Journal, sono partiti dal presupposto che la vita su altri pianeti, a parità di condizioni, dovrebbe avere origine e svilupparsi più o meno allo stesso modo che sulla Terra.

Non è certamente questo il primo tentativo di calcolare quante civiltà aliene potrebbero esistere o essere esistite nella nostra Galassia o nell’intero Universo. Il tentativo più famoso è quello noto come Equazione di Drake.

Equazione di Drake

L’equazione di Drake è una formula matematica utilizzata per stimare il numero di civiltà extraterrestri esistenti e potenzialmente in grado di comunicare nella nostra Galassia. Venne formulata nel 1961 dall'astronomo e astrofisico statunitense Frank Drake, ed è tuttora usata come riferimento nel campo dell’esobiologia, cioè nella ricerca di potenziali forme di vita extraterrestri. I risultati dati da quella equazione paiono fin troppo ottimistici per cui gli scienziati britannici hanno introdotto due ulteriori restrizioni piuttosto limitative nel nuovo studio – il fatto che per formare una forma di vita intelligente, come da noi sulla Terra, servano almeno 4,5 – 5 miliardi di anni, e che i pianeti vivibili siano solo quelli formatisi intorno a stelle di ‘Popolazione I’ (cioè di terza generazione e ricche di metalli), come il nostro Sole.

Risultati

Nonostante tutte le limitazioni, visto l’enorme numero di stelle, sistemi e pianeti che dovrebbero esserci nella nostra Galassia, pur riducendo i soli casi di combinazioni ideali, le forme di vita intelligenti dovrebbero appunto essere dozzine, conclude lo studio.

"L'idea era di guardare l'evoluzione su una scala cosmica", ha citato il primo autore della ricerca dell'università, professore di astronomia Christopher Conselice, in un comunicato stampa, “la nostra Galassia deve avere almeno diverse decine di civiltà attive".

Tuttavia, come notano gli stessi scienziati, per ricevere segnali da altri pianeti sarebbe necessario che la vita delle civiltà intelligenti sia capace di persistere per almeno decine di migliaia di anni.

"La ricerca di civiltà intelligenti extraterrestri ci fornisce indicazioni su quanto a lungo durerà la nostra stessa civiltà", continua Concelis. "Se scopriamo che la vita intelligente è diffusa, significa che la nostra civiltà può esistere molto più a lungo di diversi secoli. Se comprendiamo, che nella nostra Galassia non ci sono civiltà attive oltre alla nostra, questo potrebbe essere un brutto segno per la nostra stessa esistenza a lungo termine. Quindi, la ricerca di vita intelligente extraterrestre - anche nel caso non dovessimo trovare nulla – è importante per conoscere quello che potrebbe essere il nostro futuro e il nostro destino".

Il Paradosso di Fermi

Il paradosso di Fermi sorge in questo contesto e può essere riassunto nella seguente formulazione attribuita al grande fisico italiano: “Ma se le civiltà extraterrestri davvero fossero così tante come si presume, allora com’è che non siamo mai riusciti ad entrare in contatto neppure con una sola?”.

La risposta, suggeriscono gli scienziati britannici, non senza una punta di inquietudine, è proprio che sì, potrebbero essersene formate molte ma che, la natura stessa di ‘civiltà intelligente’, porti a tempi brevissimi di durata nel tempo. In pratica semplicemente le civiltà intelligenti potrebbero non fare in tempo ad entrare in contatto tra loro perché incapaci di vivere sufficientemente a lungo da comunicare viste le distanze e tempi che le separano le une dalle altre.

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