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Сento anni di Alberto Sordi: le 10 battute più belle

© Foto : Archivi AlitaliaAlberto Sordi sale su un volo Alitalia
Alberto Sordi sale su un volo Alitalia - Sputnik Italia
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Roma, 15 giugno 1920, nasceva Alberto Sordi. 100 anni di un italiano medio… fuori della media. Ricordiamolo con le 10 più grandi emozioni che ci ha donato sul grande schermo.

Un secolo fa nasceva Alberto Sordi. Attore, regista, doppiatore, sceneggiatore, compositore e persino cantante – Sordi dicono abbia saputo incarnare al meglio lo spirito dell’italiano medio e a questo abbia dovuto il suo successo.

Le sue qualità furono però tutt’altro che ‘medie’. Molti lo ricordano per le sue battute classiche rimaste nell’immaginario collettivo, come il manico e la pernacchia ai lavoratori ne ‘ I Vitelloni’ di Federico Fellini (1953), o il “maccarone, m’hai provocato e io ti distruggo” di ‘Un americano a Roma’ (Steno, 1954), o il ‘perché io so io, e voi nun sete un…” da il marchese del Grillo (Mario Monicelli 1981).

Sordi tuttavia fu molto di più di macchiette e battute pur se esilaranti, egli sapeva spaziare dal comico al drammatico nel corso della stessa ripresa, proprio come la vita di tutti noi può rivelarsi dolce e amara al tempo stesso.

La sua capacità di rappresentare il dramma umano con leggerezza e profondità al tempo stesso, questa era la sua arma straordinaria e vincente che vogliamo qui ripercorrere consigliandovi le dieci migliori interpretazioni del grande Albertone che, se vi siete persi, dovrete assolutamente vedere perché non possono non fare parte del patrimonio culturale di ogni italiano.

10. ‘Amore mio aiutami’ 1969, diretto dallo stesso Sordi – scena delle botte a Monica Vitti sulla spiaggia

Sordi, nel film Giovanni, getta la maschera di marito moderno e comprensivo e picchia la moglie Vitti, nel film Raffaella – “Dillo ancora che lo ami!” – “Sì che lo amo!” – risponde lei, e giù botte. Finché lei sembra vinta e apparentemente si arrende. Ancora più realistica e convincente la scena in crociera quando invece è lo stesso Giovanni a doversi arrendere. Sordi, che qui è anche regista, rende perfettamente il concetto che voleva esprimere – l’ineluttabile impossibilità di recuperare un rapporto serio quando rovinato da una inutile infatuazione.

9. ‘La più bella serata della mia vita’ - 1972 Ettore Scola – Scena del finto processo

Il finto processo di quel film è un capolavoro di arte comico e drammatica di Sordi come anche di tutti gli altri interpreti – da Michel Simon (avvocato Zorn) a Charles Vanel (giudice Dutz) a Claude Dauphin (cancelliere Buisson), a Pierre Brasseur (Conte de La Brunetière) fino alla splendida Janet Agren (Simonetta) che nel film parla pochissimo ma ha una funzione metaforica decisiva.

8. ‘I due nemici’, Guy Hamilton 1961 – scena della finta resa.

Esilarante e capace di suscitare italico orgoglio al tempo stesso – Sordi dovrebbe arrendersi al maggiore inglese Richardson (David NIven) che lo aveva preso in trappola con l’inganno ma per una questione di principio tenta una impossibile fuga. Alla fine i due nemici impareranno a rispettarsi reciprocamente in un finale anch’esso memorabile.

7. ‘Un borghese piccolo piccolo’ - 1977 Mario Monicelli – Scena della morte di Amalia

Atto di forza prepotente per un attore considerato comico. Sordi in questo film recita forse il copione più drammatico del cinema italiano. E risulta assolutamente credibile dalla prima all’ultima nota.

6. La Grande Guerra, 1959 Mario Monicelli – scena epica della fucilazione

Gassman e Sordi, due soldati italiani tutt’altro che modello nella Prima Guerra Mondiale, nel finale trovano un moto di orgoglio e si sacrificano. Non per la patria, non per la vittoria, ma per conservare la propria umanità e per non darla vinta alla prepotenza. I due soldati giudicati i più vigliacchi di Sua Maestà che alla fine muoiono loro malgrado da veri eroi.

5. Riusciranno i nostri eroi a ritrovare l'amico misteriosamente scomparso in Africa?’ - 1968 Ettore Scola – Scena finale

Scena finale in cui Sordi vorrebbe seguire Nino Manfredi e anche lui tuffarsi in acqua per perdersi nello stesso ‘mal d’Africa’. “Non lo so, non ho le idee chiare” confessa al ragioniere Palmarini interpretato Bernard Blier, riassumendo così i dubbi di un intero mondo occidentale e borghese.

4. ‘Bello, onesto, emigrato Australia sposerebbe compaesana illibata’ - 1971 Luigi Zampa – Scena finale con Claudia Cardinale

Scena finale della litigata in treno con Claudia Cardinale prima di arrivare a Bun Bun Ga. Non potete esservela persa.

3. ‘Tutti a casa’ - 1960, Luigi Comencini – scena dell’incontro con il padre Eduardo De Filippo

Classico esempio di cosa sia stata la Grande commedia all’Italiana. Quell’arte cioè di raccontare eventi tragici ma con ironia, umanità e leggerezza, come pure di raccontare al contrario episodi esilaranti ma con una punta di malinconia e introversione.

2. Una vita difficile - 1961 Dino Risi – Scena finale dello schiaffo in piscina

Uno dei grandi capolavori del cinema italiano. Qui le scene da selezionare sarebbero parecchie – da quella del prosciutto iniziale, alla cena in casa dei monarchici il giorno del referendum in cui vince la Repubblica, al confronto con il figlio in cui lui cerca di spiegare perché ha dovuto sostenere tanti sacrifici ma non riesce a farsi capire, all’esame da architetto, alla scena di lui ubriaco che litiga con la moglie Lea Massari e poi all’alba sputa alle auto che passano. Lo schiaffo finale al commendatore è però una liberazione per ogni spettatore e spiega anche alla moglie il perché passare una intera vita a non volersi piegare. Una riconciliazione e tutta un'esistenza spiegata in un unico gesto – capolavoro di interpretazione per Sordi, capolavoro monumentale per la regia di Risi.

1. ‘Finché c'è guerra c'è speranza’ - 1974 regia dello stesso Alberto Sordi – monologo finale.

Poniamo al primo posto di questa classifica il monologo finale di questo film in cui Sordi è anche regista e dimostra tutte le sue capacità non solo tecniche ma anche filosofiche. Da ascoltare e riascoltare tutte le volte che si ha la sensazione che qualcosa non quadri in politica o in economia. Spiega tutto.

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