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Sgominata banda colpevole di una truffa da 100 mila Euro a giornalista Mediaset

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Le indagini sono state condotte dalla Polizia Postale di Bologna. I truffatori si erano appropriati dell'identità del giornalista e a suo nome avevano richiesto finanziamenti a tre diverse società.

Sfruttando l’identità di un noto giornalista Mediaset, di cui aveva hackerato gli account informatici, una banda di cybercriminali era riuscita a impadronirsi illegalmente di ben 100 mila Euro sottratte a società finanziarie.

L’indagine era partita nel 2019 dopo la denuncia del giornalista che, accortosi di aver intestati tre finanziamenti (uno da 50 mila e due da 25 mila Euro) mai richiesti alle società Ing Direct, Findomestic e Agos, aveva segnalato la sua totale estraneità alla vicenda.

A rintracciare e sgominare la banda è stata la Polizia Postale di Bologna, coordinata dal Servizio Polizia Postale e delle Comunicazioni di Roma. Le indagini sono state condotte dal pm Nicola Scalabrini del pool reati informatici della Procura del capoluogo emiliano.

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A rivelarsi fondamentale ai fini dell’indagine è stata l’informatica: grazie a un programma di riconoscimento facciale (S.A.R.I) gli agenti sono riusciti a risalire all’identità del 63enne napoletano residente a Roma che aveva prestato il proprio volto da apporre sulle copie informatiche dei documenti di identità del giornalista, di cui la banda si era appropriata. I malfattori erano in possesso anche di altra documentazione riguardo la vittima, oltre ad aver falsificato la sua busta paga.

Organizzatori della frode: un romano di 31 anni e un piemontese di 47, sono accusati di truffa, sostituzione di persona e abuso informatico. Denunciati anche il summenzionato 63enne napoletano, un 63enne residente a Firenze e un 44enne residente a Livorno, rei di aver fornito i propri conti corrente al fine di ricevere le somme in denaro.

Il Garante per la privacy e la Polizia Postale raccomandano agli utenti di tutelare i propri dati personali, documenti di identità e coordinate bancarie. È importante proteggerli con delle password ad alta sicurezza e non divulgarli. Qualora si sia vittime di una appropriazione indebita dei propri dati personali è importante denunciare il reato tempestivamente per evitare danni potenzialmente sempre maggiori. I cittadini dell’Unione Europea possono tutelarsi in tal senso esercitando i diritti previsti dagli articoli da 15 a 22 del Regolamento (UE) 2016/679.

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