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"In Australia nessuna schiavitù", dopo le polemiche arrivano le scuse del premier Scott Morrison

© REUTERS / Loren ElliottAustralian Prime Minister Scott Morrison speaks during a joint press conference held with New Zealand Prime Minister Jacinda Ardern at Admiralty House in Sydney, Australia, February 28, 2020.
Australian Prime Minister Scott Morrison speaks during a joint press conference held with New Zealand Prime Minister Jacinda Ardern at Admiralty House in Sydney, Australia, February 28, 2020. - Sputnik Italia
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Mentre i progressisti in tutto il mondo celebrano la diversità razziale ed esprimono sostegno per il movimento Black Lives Matter, il premier australiano ha sostenuto l'estraneità del suo Paese alla piaga della schiavitù, tuttavia dopo il polverone di polemiche per questa affermazione e è stato costretto a ritrattare.

Il primo ministro australiano Scott Morrison si è scusato per aver detto nella giornata di ieri che non c'è stata alcuna schiavitù in Australia dopo essere stato travolto dalle polemiche e dall'accusa di ignorare la storia dei lavori forzati in Oceania.

"I miei commenti non avevano lo scopo di offendere e, se lo hanno fatto, me ne rammarico profondamente e me ne scuso", ha detto Morrison oggi, ammettendo che ci sono state "pratiche orribili" in Australia.

Ha chiarito che i suoi commenti di giovedì si riferivano specificamente alla prima colonia australiana del Nuovo Galles del Sud, fondata sulla base del fatto che non ci sarebbe stata una schiavitù a norma di legge. "E così è stato il caso, non c'erano le leggi che abbiano mai approvato la schiavitù in questo Paese", ha aggiunto.

Parlando alla radio di Sydney giovedì, Scott Morrison ha sostenuto che la storia australiana era migliore di quella di altri Paesi dell'era coloniale relativamente alla piaga della schiavitù nelle colonie.

"Beh, quando parli del capitano James Cook, ai suoi tempi era una delle persone più illuminate su questi temi che puoi immaginare", ha detto. "Mentre le navi di schiavi continuavano a viaggiare in tutto il mondo, quando fu creata l'Australia, era sicuramente un insediamento piuttosto brutale... ma non c'era schiavitù in Australia."

I critici tuttavia hanno rapidamente sottolineato che ci sono molte prove storiche che dimostrano che l'Australia ha una storia piuttosto consolidata sul lavoro forzato: spesso gli aborigeni venivano rapiti e costretti a lavorare per pochi soldi o per niente.

​Ci sono foto, scattate tra il 1890 e il 1930, delle violenze sugli aborigeni da parte dei coloni bianchi, che li legavano per il collo e li costringevano a lavorare forzatamente per costruire ferrovie o negli allevamenti di ovini e bovini.

​Le proteste in America e nel mondo da parte di movimenti antirazzisti sono esplose dopo il brutale assassinio finito sul web dell'afroamericano George Floyd durante l'arresto a Minneapolis.

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