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Mediterraneo: c'è possibilità di un terremoto di magnitudo 7, avverte un geofisico turco

© Sputnik . Sertaç KayarLe frane e il dissestamento del manto stradale dovuti al terremoto non consentono un collegamento agevole dei vari centri abitati nella zona colpita
Le frane e il dissestamento del manto stradale dovuti al terremoto non consentono un collegamento agevole dei vari centri abitati nella zona colpita - Sputnik Italia
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Un ingegnere geofisico di Antalya ha spiegato ai media del suo Paese che esistono alte probabilità che si verifichi un terremoto di magnitudo 7 nelle acque nei pressi di Creta, con conseguente tsunami e devastazione per la costa sud della Turchia. A questo pericolo lo scienziato chiede alle autorità di porre rimedio con maggiore prevenzione.

Atakan Yüklü, un ingegnere geofisico di Antalya, ha richiesto alle autorità del suo Paese di creare un ‘Consiglio per la scienza del terremoto’, al fine di studiare la pericolosità della frizione tra placca africana ed euroasiatica nei pressi dell’isola di Creta, punto secondo questi particolarmente pericoloso e possibile innesco di un prossimo potente terremoto che potrebbe causare uno tsunami devastante per tutto il Mediterraneo con conseguenze pesantissime soprattutto per la costa sud turca, dove le abitazioni non sarebbero, egli ritiene, niente affatto adatte a sopportare un tale evento. Gli interi distretti di Kumluca, Finike e Kaş subirebbero le conseguenze peggiori con costi economici e umani altissimi.

I timori di Yüklü partono dall’osservazione dei precedenti storici – i grandi eventi dell’Antichità ma anche il più recente terremoto di Rodi del 1489 descritto da Leonardo da Vinci – e soprattutto dallo studio della sequenza dei rilievi dei sismografi degli ultimi anni, i quali, egli ritiene, indichino una particolare attività in quella zona e che le due placche siano incastrate tra loro con progressivo accumulo di energia potenziale. Questa energia primo o poi dovrà essere liberata per poter permettere alla placche di scorrere una sull’altra (la placca africana va in subduzione sotto quella euroasiatica) e il punto di rottura possa essere proprio dove, superata Creta, la faglia passa di fronte alla costa turca. Il rischio peggiore lo correrebbe quindi l’intera costa sud della penisola anatolica.

Bisognerebbe instituire una vera e propria ‘Commissione scientifica per i terremoti’, proprio come ne è stata instituita una per il coronavirus, dato che si tratta di un rischio reale e non meno grave, sostiene Yüklü nella sua intervista al giornale nazionale Milliyiet

Lo studioso suggerisce che bisognerebbe innanzi tutto fare qualcosa per le abitazioni delle campagne, le cui strutture in muratura non armata verrebbero spazzate via dal terremoto in sé, mentre per gli edifici costieri sarebbe necessario pensare a come contenere l’inevitabile tsunami.

"Invece che stare a discutere se ci sarà o no un terremoto in questa regione, gli edifici nelle aree costiere di Antalya, Kumluca, Finike, Kaş, Alanya e Aksu, costruiti prima del 1999, andrebbero tutti riesanimati dai geofisici. Tettonici, geofisici, ingegneri, geologi, archeologi e storici dovrebbero tutti essere presenti nel Consiglio per la scienza del terremoto. Questo andrebbe fatto prima e non dopo. Pensiamo sempre di poter sopravvivere ai terremoti con il minor danno possibile e invece bisognerebbe prendere le giuste precauzioni finché in tempo", conclude Yüklü.
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