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Farnesina, firmato un patto da 1,4 miliardi per rilanciare il Made in Italy

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Lo Stato supporterà l'internazionalizzazione delle PMI attraverso nuovi strumenti e il rafforzamento delle ambasciate e dei consolati che faciliteranno l'accesso degli imprenditori ai mercati locali.

Un patto per aprire un nuovo cantiere, "il cantiere del made in Italy nel mondo", un piano per rilanciare l'export italiano, perché "se c'è una cosa che la pandemia non ha compromesso è la grande domanda di Italia nel mondo, e noi le andremo incontro", ha detto il ministro degli Esteri, Luigi Di Maio, intervenendo alla presentazione del Patto per l'Export, un piano da 1,4 miliardi destinati a rilanciare il brand Italia nel mondo.  

Il piano contiene una nuova strategia per l'internazionalizzione del nostro sistema produttivo, in particolare le PMI che ancora non hanno accesso ai mercati esteri, che si regge su sei pilastri: 

  1. La comunicazione, per creare una nuova narrazione dell'Italia all'estero, che coniughi qualità, sicurezza e innovazione; 
  2. Formazione e informazione per consentire l'esportazione alle piccole imprese; 
  3. E- commerce, per il ruolo determinante delle piattaforme digitali nella crescita del commercio mondiale; 
  4. Sistema fieristico, per rafforzare partecipazione PMI a fiere internazionale in Italia e all'estero. 
  5. Promozione integrata di tutte le eccellenze del Made in Italy che verranno rilanciate come appartenenti ad un unico sistema.
  6. Finanza agevolata, come i contributi a fondo perduto, prestiti a tasso agevolato, che vadano incontro alle esigenze delle aziende più strutturate ma anche dei giovani imprenditori e delle start up. 

Attraverso questi punti chiave il Patto per l'export ambisce a mettere in moto il circolo virtuoso tra l'internazionalizzazione delle nostre imprese e l'attrazione di investimenti di qualità, attraverso una strategia di sostegno pubblico alle imprese che si affacciano sui mercati internazionali,  potranno contare su risorse straordinario per nuovo slancio sistema produttivo. 

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Risorse rese disponibili dal piano straordinario per il made in Italy, dal piano di promozione integrata e dal fondo 394 "per un ammontare mai messo in campo prima", spiega Di Maio. Oltre a queste risorse il governo potenzierà il sostegno finanziario all'estero mediante l'assicurazione statale sul 90% degli impegni di Sace, in favore delle imprese italiane esportatrici. 

Nel piano è prevista anche l'introduzione di nuovo figure, come il "temporary export manager e i digital manager indispensabili per permettere l'accesso delle imprese italiane ai mercati esteri", sottolinea Di Maio, e un sistema di supporto formativo alle aziende, come un e-book immediatamente reperibile per facilitare l'internazionalizzazione, la creazione di un portale e consultazione di mercato del valore di 50 milioni di euro per selezionare le migliori proposte per rilanciare l'immagine dei nostri prodotti in 26 paesi nel mondo entro settembre. 

Inoltre verrà facilitato l'accesso a fiere nazionali e internazionali alle PMI, per tutte le filiere, anche attraverso l'uso di piattaforme. Infine verrà rafforzato il ruolo delle sedi diplomatiche. 

"Ambasciate e consolati saranno per le imprese sempre più la casa degli italiani nel mondo. nella quale si può trovare assistenza e informazione per dialogare con i mercati stranieri".  

Imprenditori e società potranno contare sulla diplomazia per accedere ai mercati stranieri al fine di rilanciare il Made in Italy. 

 

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