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Paleontologi russi hanno ricostruito il cervello di un dinosauro

© Foto : Ivan Kuzmin et al., 2020La ricostruzione virtuale 3D del cervello del dinosauro Bissektipelta archibaldi
La ricostruzione virtuale 3D del cervello del dinosauro Bissektipelta archibaldi - Sputnik Italia
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I paleontologi di San Pietroburgo hanno creato il primo modello virtuale 3D dettagliato del cervello e dei vasi sanguigni della testa di un anchilosauro, dinosauro erbivoro i cui frammenti del cranio erano stati trovati in Uzbekistan vent’anni fa.

Gli anchilosauri apparvero sulla Terra nel mezzo del Giurassico, cioè circa 160 milioni di anni fa, ed esistettero fino alla fine dell'era dei dinosauri, che si concluse 66 milioni di anni fa. Durante lo studio, gli autori hanno esaminato frammenti di crani fossili di una specie di anchilosauro chiamata Bissektipelta Archibaldi, scoperti durante una serie di spedizioni internazionali tra la fine degli anni '90 e l'inizio degli anni 2000 nell'area di Dzharakuduk nel deserto centrale di Kyzylkum in Uzbekistan.

Questa zona è nota per i numerosi reperti fossili di vari rappresentanti dell'antica fauna di circa 90 milioni di anni fa - dinosauri, pterosauri, coccodrilli, uccelli, mammiferi e altri vertebrati.

Gli autori dello studio, pubblicato sulla rivista Biological Communications, sono i paleontologi dell'Università di San Pietroburgo, insieme ai colleghi dell'Istituto zoologico dell'Accademia delle scienze russa e del National Museum of Natural History dello Smithsonian Institute negli Stati Uniti. Insieme questi studiosi sono stati in grado di realizzare la prima ricostruzione tridimensionale al computer del cervello di questa specie, a partire dai frammenti fossili dei crani in possesso.

Il Bissektipelta era un dinosauro erbivoro, in qualche modo simile al moderno armadillo. Era ricoperto da una spessa armatura e talvolta aveva una mazza ossea sulla coda che usava per la difesa. Proprio grazie alla ricostruzione computerizzata gli scienziati hanno scoperto che questa specie doveva avere un senso dell'olfatto estremamente sviluppato e udiva suoni a bassa frequenza. Il suo cervello era una volta e mezzo più piccolo di quello degli animali moderni della stessa taglia e possedeva uno straordinario sistema di irrorazione sanguigna per la dispersione del calore.

"Grazie allo sviluppo della tomografia computerizzata degli ultimi 15-20 anni, siamo stati in grado di imparare sempre di più sul cervello del dinosauro e sulla sua struttura", ha detto l'autore principale dell'articolo, Ivan Kuzmin, citato nel comunicato stampa dell'Università di San Pietroburgo. "Abbiamo deciso di ricostruire il Bissektipelta Archibaldi e siamo riusciti a scoprire il suo posto sull'albero filogenetico degli Anchilosauri. Usando la TC, è stata eseguita una ricostruzione tridimensionale della sua cavità celebrale”.

Dopo un attento lavoro, durato tre anni, gli scienziati sono riusciti a scoprire che una parte significativa del cervello del Bissektipelta - circa il 60 percento del volume degli emisferi - è occupata da bulbi olfattivi. Secondo gli autori, questo aiutava l'animale a cercare cibo, rappresentanti del sesso opposto e a prevenire l'approccio dei predatori. L'olfatto dei Bissektipelta era paragonabile a quello del famoso predatore Tyrannosaurus rex, i cui bulbi olfattivi occupavano il 65-70 percento degli emisferi cerebrali.

"Un'altra caratteristica interessante di questa specie di anchilosauri, è la loro capacità di letteralmente raffreddare il cervello", afferma Kuzmin. "La rete di vene e arterie nel suo cervello si è rivelata molto complessa: i vasi non vanno nella stessa direzione, ma si intrecciano costantemente gli uni con gli altri, come un sistema ferroviario. Il sangue poteva quindi fluire in diverse direzioni ed essere ridistribuito, mantenendo la temperatura del cervello dell'animale ottimale - come se il dinosauro indossasse un cappello dal sole".

Anche l’udito di questo animale era particolare, si è scoperto analizzando le caratteristiche dell’orecchio interno. La sua anatomia permetteva di percepire una gamma di suoni dai 300 a 3000 hertz. Frequenze particolarmente basse.

Gli anchilosauri erano una famiglia di dinosauri erbivori corazzati che potevano arrivare ad essere lunghi più di 6 metri, alti quanto un uomo e pesare fino a 4 tonnellate. Il cervello ricreato al computer di questo studio tuttavia, non doveva avere un volume maggiore di due noci e pesare solamente 26,5 grammi, pur appartenendo ad un corpo invece di ben 3 metri di lunghezza. Una sproporzione che però non impedì a questa specie di proliferare indisturbata per 100 milioni di anni sul nostro pianeta, fino all’estinzione generale avvenuta circa 66 milioni di anni fa.

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