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Plexiglass in classe a settembre? Molti dicono di no, compresi gli psicologi

CC0 / Pixabay.com / Scuola infanzia
Scuola infanzia  - Sputnik Italia
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Banchi con scatole in plexiglass 'conterranno' gli alunni e le alunne da settembre per evitare che si contagino a vicenda. Non useranno la mascherina ma lo schermo facciale. La proposta divide.

Sull’idea di dividere i ragazzi in classe con il plexiglass sono in pochi a spingere perché vengano installati, ma è considerata l’unica soluzione per non dividere le classi in gruppi e risparmiare sul personale docente e scolastico in più che sarebbe richiesto.

Tuttavia la soluzione di chiudere i ragazzi in box di plexiglass alla coreana non piace a tutti, anche se al liceo artistico Manzù di Bergamo, racconta Il Corriere della Sera, lo hanno già realizzato il sistema. I ragazzi entreranno in classi dove i banchi sono separati da pareti trasparenti in plexiglass.

La scatola in plexiglas, poi, servirebbe anche a non comprare banchi singoli, dal momento che la stragrande maggioranza delle scuole italiane è dotata di banchi a due.

Inoltre il plexiglass diventerebbe l’alternativa all’uso della mascherina in classe, che potrebbe essere un problema indossarla per 5-6 ore al giorno. In alternativa alle mascherine si pensa di dotare gli alunni e le alunne di schermi facciali come quelli indossati dai medici negli ospedali Covid-19.

Inoltre il plexiglass consentirebbe di ridurre a un solo metro il distanziamento fisico tra gli alunni e questo appunto consentirebbe di tenere le classi unite.

Il verdetto è atteso per lunedì, quando il comitato tecnico-scientifico del Ministero della Salute diramerà le sue linee guida per la scuola.

Spetterà poi all’Inail, in ultima istanza, determinare le dimensioni e la forma dei divisori.

I dubbi degli psicologi sui divisori in plexiglass

Gli psicologi non sono molto convinti della soluzione con i divisori in plexiglass. Il Corriere della Sera riporta che gli psicoterapeuti dell’età evolutiva come Alberto Pellai è in disaccordo con l’idea di mettere dei “bambini dentro alle gabbie di plexiglass”.

Maria Rita Parsi è più possibilista e crede che tutto dipenda da come si pone l’argomento e su come si spiega il fine dell’iniziativa. Insomma, il fine giustifica i mezzi.

Le industrie del plexiglass si stanno già organizzando a fare, loro, i doppi turni per settembre.

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