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Mattia, paziente 1 di Codogno: ‘Non penso proprio d’essere paziente numero 1’

© AP Photo / Miguel MedinaL'ospedale di Codogno
L'ospedale di Codogno - Sputnik Italia
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Mattia, il paziente 1 di Codogno parla di quei momenti drammatici in cui fu ricoverato in terapia intensiva e di quello che è accaduto dopo al suo risveglio e di quell'episodio premonitore.

Per lungo tempo lo abbiamo semplicemente conosciuto come “paziente 1 di Codogno”, ma Mattia Maestri neppure lo sapeva quale fosse il nome giornalistico che gli era stato dato.

“Ho scoperto di essere il paziente 1 solo una volta che ho preso in mano il mio smartphone”, molto tempo dopo essersi ripreso racconta a Sky Tg24.

Mattia, infatti, ha lottato con la morte nella terapia intensiva dell’ospedale Sacco di Milano e poi ha dovuto subire una lunga fase di terapia riabilitativa polmonare prima di poter tornare alla normalità.

Anche se non gli pesa essere etichettato come il “paziente 1”, tuttavia Mattia, 38 anni, 1 moglie e una figlia nata da poco, non pensa “proprio di essere il paziente numero 1”, al massimo “il paziente che è stato certificato per primo”. E le varie indagini scientifiche preliminari ex post sembrano dargli ragione.

Come si è infettato Mattia?

La giornalista si Sky Tg24 gli chiede se si è mai domandato come ha potuto contagiarsi, se ha mai provato a ricostruire i fatti che hanno preceduto il suo ricovero.

“Ho pensato molto dove possa aver preso il virus”, ha riferito alla giornalista “ma non ho la benché minima idea di questo: dove possa essere accaduto”.

Mattia dice di aver provato con la moglie a fare varie ricostruzioni ma di non essere mai riusciti a venire a “capo di un possibile punto di inizio”. L’amico ritornato dalla Cina non c’entra nulla dice.

L’episodio

Mattia racconta che durante il suo secondo ricovero, lui il sospetto che si potesse trattare del nuovo coronavirus l’ha avuto e dice che il timore lo aveva esternato a un operatore sanitario, il quale in dialetto locale gli aveva risposto che il coronavirus non sa neanche dove sia di casa Codogno, “e invece siamo stati l’inizio di tutto”.

Grazie alla dottoressa anestesista Annalisa Malara, nominata Cavaliere al merito dell'ordine della Repubblica italiana da Mattarella, l'Italia ha scoperto che Sars-Cov-2 era in Italia ed operava sotto traccia.

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