Registrazione avvenuta con successo!
Per favore, clicca sul link trasmesso nel messaggio inviato a

Serie A, Gasperini rivela: "Ho avuto paura di morire per il coronavirus"

Seguici su
Il tecnico degli orobici si è raccontato alla Gazzetta dello Sport, rivelando di essersi ammalato il giorno prima della partita di ritorno degli ottavi di Champions contro il Valencia.

Il tecnico dell'Atalanta, in un'intervista alla Gazzetta dello Sport, ha rivelato di aver avuto sintomi evidenti di coronavirus, dal quale è riuscito a guarire dopo alcuni giorni

Tutto è cominciato il giorno prima della partita di ritorno degli ottavi di finale di Champions League del 10 marzo contro il Valencia, come spiega lo stesso Gasperini:

"Il giorno prima della partita di Valencia stavo male, il pomeriggio della partita peggio. In panchina non avevo una bella faccia. Era il 10 marzo. Le due notti successive a Zingonia ho dormito poco. Non avevo la febbre, ma mi sentivo a pezzi come se l'avessi avuta a 40. Ogni due minuti passava un'ambulanza. Li' vicino c'è un ospedale. Sembrava di essere in guerra. Di notte pensavo: se vado lì dentro, cosa mi succede? Non posso andarmene ora, ho tante cosa da fare... Lo dicevo scherzando, per esorcizzare. Ma lo pensavo davvero", ha raccontato l'allenatore degli orobici.

La situazione è cominciata a migliorare dopo alcuni giorni, con Gasperini che ha cominciato a sentirsi meglio sabato 14 marzo, dopo essersi sottoposto ad un duro allenamento, seguito da settimane di distanziamento sociale:

"Sabato 14 ho fatto un allenamento duro come non ricordavo da anni. Un'ora sul tapis-roulant, più di 10 chilometri di corsa. Mi sono sentito bene, forte. Il peggio era passato. Sono rimasto tre settimane a Zingonia. Poi a Torino ho sempre rispettato il distanziamento da moglie e figli", ha spiegato.

Settimane passate nel dubbio, con il tampone non fatto in assenza di febbre, per poi arrivare al momento della verità, quello dei test sierologici, che hanno confermato la presenza di anticorpi al SARS-CoV2:

"Dieci giorni fa i test sierologici hanno confermato che ho avuto il Covid-19. Ho gli anticorpi, che non vuol dire che ora sono immune", ha concluso il Gasp.

Le voci su Atalanta-Valencia

Nei mesi scorsi avevano avuto grande risonanza le voci in merito ad una possibile diffusione del Covid-19 proprio in seguito al match di andata degli ottavi di Champions League, Atalanta-Valencia, giocato a San Siro il 19 febbraio, quando la diffusione del Covid-19 nel nord Italia era già iniziata.

Una partita che era stata definita dallo stesso sindaco bergamasco, Giorgio Gori, una "bomba biologica", con gli oltre 40.000 spettatori che vi avevano assistito.

Il Covid-19 nel calcio italiano

Sono stati tanti i giocatori del nostro campionato risultati positivi al tampone del Covid-19, a partire da volti molto noti quali Paulo Dybala, Daniele Rugani e Blaise Matuidi (Juventus), passando per Patrick Cutrone, German Pezzella, Martin Caceres, Kevin Agudelo e Dusan Vlahovic (Fiorentina).

Diversi casi di contagio anche tra la Sampdoria, che è risultato essere il team più colpito, con ben nove calciatori interessati

Nelle altre squadre positivi anche il figlio d'arte Daniel Maldini (Milan), Mattia Zaccagni (Verona) e Marco Sportiello (Atalanta) tra gli altri.

Notizie
0
Prima i più recentiPrima i più vecchi
loader
LIVE
Заголовок открываемого материала
Per partecipare alla discussione
accedi o registrati
loader
Chats
Заголовок открываемого материала