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George Floyd, la famiglia non accetta i risultati dell’autopsia: "ne faremo una indipendente"

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La famiglia dell'afroamericano George Floyd, morto a Minneapolis, non è rimasta soddisfatta dei risultati preliminari dell'autopsia condotta da esperti forensi della contea di Hennepin, in Minnesota. Lo comunica l'avvocato di famiglia Benjamin Crump.

Il comunicato dell’avvocato dichiara che secondo i risultati dell’autopsia, il motivo della morte di Floyd non è l'asfissia, nonostante il suo collo sia rimasto sotto pressione per oltre otto minuti. Secondo gli esiti della perizia, a causare il decesso dell’uomo sarebbe stato un complesso di fattori tra cui il suo arresto, problemi di salute e probabile presenza di sostanze inebrianti nel corpo.

“Per via del fatto che i risultati preliminari del rapporto dell'esperto forense della contea di Hennepin non hanno fornito dettagli sull'effetto dell'uso deliberato della forza sul collo di Floyd e sull'entità della sofferenza di Floyd dalle mani di polizia, la famiglia ha deciso di assumere un esperto forense indipendente per condurre l'autopsia”, riferisce il comunicato di Crump.

“Non siamo sorpresi ma drammaticamente delusi dai risultati preliminari dell'autopsia che l’esaminatore medico ha presentato oggi. Speriamo che ciò non dimostra un tentativo di creare una storia falsa sulle cause della morte di George Floyd”, aggiunge.

Dopo l’uccisione di George Floyd in seguito al suo arresto, ripreso in un video, sono scoppiate manifestazioni di protesta a Minneapolis e in altre città degli Stati Uniti.

George Floyd, cittadino afroamericano di 46 anni, è stato affrontato da quattro poliziotti e uno di loro si è inginocchiato sul collo per diversi minuti mentre Floyd si lamentava di non riuscire a respirare.

Nelle proteste sono stati verificati episodi di violenza e saccheggio, alcuni manifestanti hanno appiccato fuoco ad edifici ed hanno danneggiato macchine. Il presidente statunitense Donald Trump ha dichiarato che è pronto all'invio dell'esercito a Minneapolis.

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