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Italia fatta per giovani, 100 progetti entro i primi di giugno - Colao

© AFP 2021 / Lluis GeneVittorio Colao
Vittorio Colao - Sputnik Italia
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Vittorio Colao a giugno presenterà il progetto di rilancio dell'Italia. 20 punti e 100 proposte di attuazione da cui il governo potrà scegliere quelle che vorrà applicare per ricostruire l'Italia.

Nei primi giorni di giugno Vittorio Colao, il manager del privato chiamato da Giuseppe Conte a preparare un piano di rilancio dell’Italia post-pandemia, ha quasi pronto il piano ed “entro i primi di giugno” lo consegnerà al governo.

Colao e la sua squadra di esperti italiani con esperienze internazionali hanno stilato una lista di venti obiettivi da raggiungere entro il 2022, da declinare in 100 proposte concrete.

“Perché fare piani è relativamente facile, ma ‘scaricare a terra’ le azioni è quello che conta davvero” ha detto Colao durante l’intervista rilasciata al quotidiano La Repubblica.

I costi inevitabili da trasformare in investimenti

Questa crisi ci porta in dote “costi inevitabili e altissimi che dovremo affrontare” afferma Colao, ma abbiamo anche la possibilità di trasformarli “in investimenti” per il futuro.

E gli investimenti sono quelli che servono “nel breve termine” per raccogliere i frutti della semina nei prossimi anni.

“Gli investimenti devono servire a disegnare un’Italia più efficiente e migliore per le nuove generazioni, per quelli che avranno 25 o 30 anni a metà di questo decennio e che oggi si trovano ad affrontare una situazione particolarmente difficile”, spiega Colao.

Ai giovani dobbiamo consegnare una Italia che si appoggia “su pilastri solidi”.

Obiettivi progressivi e realizzabili

Colao spiega che le proposte sono inserite in una sorta di menu da cui il governo potrà scegliere quelle che intende applicare o può realizzare.

Sono proposte di brevissimo termine da applicare entro 3 mesi, 6 mesi o 12 mesi.

Tra i progetti portare la Pubblica amministrazione sul cloud, ma non è certo una impresa fattibile nel giro di pochi mesi o anni, tuttavia è possibile “rapidamente effettuare interventi di semplificazione e velocizzazione dei regimi attuativi”, spiega Colao.

Al centro del cambiamento ci dovrà essere la PA, la quale dovrà subire nei prossimi anni “una radicale trasformazione” con l’ausilio delle “tecnologie digitali”.

La digitalizzazione sarà l’elemento chiave che ridurrà la “burocrazia difensiva o oppressiva” di cui i cittadini si lamentano prosegue Colao delineando un futuro scritto su carta, e che ora è tutto da realizzare da parte della politica.

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