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Gentiloni, Next generation EU è svolta storica: ora Stati approvino

© REUTERS / Remo CasilliIl Commissario europeo Paolo Gentiloni
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Paolo Gentiloni si dice convinto dell'accordo tra i 27 Stati membri dell'Ue sul piano Next Generation che ha una dote da 750 miliardi di euro da distribuire.

Paolo Gentiloni definisce il piano Next generation EU una “svolta storica” per l’Unione europea. I 750 miliardi di euro messi a disposizione dei 27 membri attraverso il Recovery fund che dovrà essere finanziato dal Bilancio europeo, è una politica nuova. Siamo infatti “abituati a una politica economica dell’UE fatta solo di regole, tetti e controlli”, mentre questa volta ci sono “delle risorse comuni” da distribuire.

Il Commissario europeo agli Affari economici dai microfoni di Radio Anch’io questa mattina ha diffuso un appello agli Stati:

“Adesso vedremo quando gli Stati membri daranno il via libera a questa proposta, la Commissione ha fatto la sua parte in modo adeguato e persino ambizioso”.

Titoli per elargire i fondi

Gentiloni ha aggiunto che la “Commissione è pronta ad emettere questi titoli” ed a finanziare questi programmi riferendosi al Recovery Fund e al SURE in particolare.

I programmi non partiranno tutti quest’anno, alcuni lo saranno ma altri partiranno il prossimo anno perché sono “collegati al prossimo budget del bilancio europeo”.

Accordo in salita

Il Commissario europeo Gentiloni è conscio del fatto che con i cosiddetti “Paesi frugali”, in particolare con Austria, Paesi Bassi e Svezia, non sarà facile raggiungere un accordo. Ma ad ogni modo “ci si arriverà”, afferma.

Non si tratta di una operazione “caritatevole” spiega Gentiloni e le “grandi imprese” ed i “sindacati” dei Paesi oppositori del piano europeo “penso siano assolutamente convinti che qui si tratta di perseguire degli interessi comuni, che sono anche gli interessi delle imprese svedesi, danesi, e dei loro lavoratori”.

“Il mercato unico ha i suoi vantaggi e non è che ci si può rinunciare facilmente”, ha sottolineato Gentiloni.

Il Commissario Ue è sicuro dell’accordo perché non ha l’impressione di un atteggiamento “da porta in faccia”, ma della “tipica reazione che è solo l’inizio di un negoziato”.

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