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EasyJet: non voleremo in Italia se il distanziamento a bordo sarà prorogato dopo il 15 giugno

© REUTERS / Denis BalibouseAirbus A319-111della compagnia Easyjet
Airbus A319-111della compagnia Easyjet - Sputnik Italia
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Secondo l’amministratore delegato di EasyJet, Johan Lundgren, i tre miliardi stanziati per rilanciare Alitalia sono soldi che “rischiano di distorcere il mercato”. L’ad lo ha affermato in un’intervista con il Corriere della Sera.

Nell’intervista con il Corriere della Sera l’ad di EasyJet, Johan Lundgren, ha affermato che per ora si nota qualche cambiamento nei comportamenti delle persone per quanto riguardano i viaggi, sottolineando che c’è stato un aumento delle “prenotazioni, e soprattutto le ricerche dei voli via web, in particolare da e per l’Italia".

Tuttavia il fatto che in Italia abbia imposto l’obbligo del distanziamento sociale in aereo di almeno un metro crea non pochi problemi alle compagnie aeree.

Lundgren ha affermato che si aspetta che questo obbligo “finisca proprio il 15 giugno, così da ripartire con la possibilità di vendere ogni posto” sull’aereo. Infatti a detta sua le varie agenzie responsabili per la sicurezza aerea hanno dato raccomandazioni che vanno verso la cancellazione di questa misura.

Tuttavia alla domanda su cosa accadrà se l’Italia dovesse prorogare il distanziamento dopo il 15 giugno, l’ad di Easyjet ha risposto: “Vorrà dire che non voleremo da voi".

"Però credo sia dannoso per l’Italia, per la ripresa dell’economia, per il turismo. Il Paese rischia di restare indietro”, ha aggiunto Lundgren.

EasyJet è la seconda compagnia aerea low cost in Europa e la terza compagnia aerea in Italia per passeggeri trasportati. Per ora dei 335 aerei della flotta, 15 decolleranno dal 15 giugno, inclusi due che hanno base in Italia che collegheranno i 31 aeroporti continentali del nostro paese con 346 voli settimanali.

Dalla metà del prossimo mese si volerà inizialmente solo da otto scali (da Milano Malpensa per Palermo, Catania, Bari, Napoli, Lamezia Terme, Cagliari e Olbia) con l’aggiunta del collegamento internazionale Brindisi-Ginevra. 

La critica agli aiuti statali forniti ad Alitalia

“L’aviazione è tra i settori più colpiti dal coronavirus” dice Lundgren “e proprio per questo il supporto deve essere disponibile a tutti gli attori del mercato, non soltanto alcuni” perché così , secondo lui, “si crea una distorsione” nel mercato.

L’amministratore delegato di Easyjet teme in questa maniera che “il supporto ad Alitalia si trasformi in favoritismo a danno degli altri vettori” influenzando in modo negativo il mercato”.

Lundgren nell’intervista ha affermato che l’Italia è uno dei mercati principali di EasyJet e che la compagnia, trasportando più o meno gli stessi passeggeri di Alitalia, in questa maniera contribuisce significativamente all’economia del paese. Di conseguenza ritiene “inaccettabile” il supporto statale a una sola compagnia “e non a tutti”.

Quindi l’ad di EasyJet propone in alternativa ai finanziamenti statali una “riduzione della tassazione aeroportuale” o la creazione di  “un fondo per gli aeroporti per incentivare le compagnie aeree a volare in Italia”.

Il salvataggio di Alitalia

Secondo una analisi de Il Sole 24 Ore, la compagnia di bandiera Alitalia è costata all’Italia e ai suoi contribuenti 12,6 miliardi di euro, di cui 3 sono quelli che l’attuale Governo ha messo nelle casse per il suo rilancio attraverso una doppia nuova compagnia.

Il quotidiano economico italiano fa però notare che non esiste un piano industriale come si evince dallo stesso decreto legge “Rilancio”, infatti, quest’ultimo aggiunge gli ulteriori 3 miliardi e al contempo chiede alla compagnia aerea di stilare un piano industriale facendo implicitamente capire che non vi è ancora una strategia.

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