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Noto virologo valuta l'esposizione dei gatti al coronavirus

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Кошка в маске на подоконнике  - Sputnik Italia
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I gatti possono effettivamente essere sensibili al coronavirus, ma in misura minore rispetto all'uomo, ha spiegato ai media russi il virologo Anatoly Altstein.

In precedenza Nikolai Vlasov, vicecapo del Servizio federale di sorveglianza veterinaria e fitosanitaria della Federazione Russa (Rosselkhoznadzor) aveva affermato che l’agenzia statale alle dipendenze del Ministero dell’Agricoltura non vede alcun motivo per adottare misure in relazione agli animali domestici o selvatici, pur dopo la conferma del coronavirus contratto da un gatto in Russia. Il 18 maggio, il proprietario di un gatto di cinque anni aveva contattato il Rosselkhoznadzor per testare l'animale al coronavirus. Eseguiti i tamponi della mucosa della laringe e della cavità nasale il gatto è risultato positivo e messo in quarantena nel luogo di residenza del proprietario.

"È noto che i gatti sono sensibili a questo virus. Non come gli umani, ma sono sensibili. Contraggono la malattia da noi umani. La trasmissione non è da gatti a gatti, ma dagli umani ... E’ possibile, certo, che possano fungere da collegamento di trasmissione all'interno della famiglia, ma sembrerebbe piuttosto improbabile. Pertanto, i gatti non sono un pericolo serio nella diffusione dell'epidemia", ha detto il professor Altstein.

L'esperto concorda sul fatto che non è necessario adottare misure restrittive nei confronti degli animali.

"Molto probabilmente, se un gatto ha il coronavirus, è perché uno dei membri della famiglia è già infetto. Potrebbe non essere malato, ma è infetto", ha aggiunto Altstein.

Alla domanda se esistessero casi confermati di coronavirus in altri animali domestici o rischi simili nel mondo, il virologo ha dovuto riconoscere di non aver informazioni accurate a riguardo.

In precedenza nel mondo sono stati confermati numerosi casi di contagio di cani e felini (gatti domestici e tigri) a contatto con persone positive al Covid-19. Anche i furetti sembrano suscettibili al contagio. In condizioni di laboratorio è stata stabilita la possibilità di trasmissione del coronavirus tra gatti e furetti, ma finora non ci sono prove che questi animali possano trasmettere la malattia all'uomo ed essere in questo modo vettori di diffusione della malattia.

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