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Cinema italiano, si lavora su ripartenza produzioni entro fine giugno

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L'industria del cinema italiano trova una intesa sul protocollo sanitario per far ripartire la produzione di nuovi film e scongiurare che i set cinematografici emigrino all'estero.

Le associazioni di categoria dell’industria del cinema italiano hanno raggiunto una intesa sul protocollo sanitario utile a far ripartire le produzioni cinematografiche.

Secondo quanto riportato dall’Ansa le associazioni Anica per le industrie cinematografiche, Apa per i produttori audiovisivi, Aper per i produttori esecutivi, Lara per gli agenti e gli artisti, con la presenza dei sindacati di categoria, hanno firmato l’accordo .

Il documento ha richiesto un mese di lavoro per stendere tutte le procedure di sicurezza necessarie a garantire la trasmissione zero del contagio sui set cinematografici.

Adesso il documento verrà sottoposto alle istituzioni per la validazione definitiva. La speranza per l’industria del cinema italiano è di poter finalmente dire “Ciak si gira!”, entro la fine di giugno.

La richiesta di Rutelli a Franceschini

Il presidente di Anica Francesco Rutelli, intervenendo a Porta a Porta su Rai uno il 19 maggio scorso, aveva messo in evidenza la forte richiesta “del prodotto italiano”.

I film italiani sono richiesti in Italia come all’estero, tuttavia bisogna agire in fretta per evitare che i film vengano registrati all’estero e che si abbandonino i set italiani.

Perché secondo Rutelli è questo il rischio che si corre in questo momento, con un grosso aggravio di crisi per quanti nel settore lavorano (tecnici, comparse, ecc.) e per l’indotto che il cinema movimenta quando gira un film in una località italiana.

Il ministro della Cultura Dario Franceschini in risposta ha sottolineato che il Governo non aveva mai chiuso la produzione di film. Tra i codici Ateco bloccati dai Dpcm non rientravano quelli della produzione cinematografica.

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