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"Il modello svedese non è il più intelligente": ex epidemiologa si ricrede su strategia anti Сovid

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Gamla Stan, a Stoccolma, in Svezia - Sputnik Italia
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Annika Linde, ex epidemiologo di stato svedese, inizialmente sosteneva la strategia anti covid della Svezia che prevedeva di ottenere l'immunità di gregge, ma si è ricreduta davanti al conteggio delle morti nella nazione rispetto agli stati vicini.

L'ex epidemiologo statale svedese Annika Linde ha criticato la strategia anticonvenzionale del paese scandinavo contro il COVID-19 e soprattutto le misure volontarie basate sull'igiene delle mani e sul distanziamento sociale, poiché il bilancio delle vittime in Svezia ora ha toccato le 4.029 persone.

Linde, 72 anni, che ha servito come epidemiologo di stato tra il 2005 e il 2013, ha descritto il modello svedese come "non il più intelligente sotto tutti gli aspetti" e ha sottolineato che i vicini degli svedesi "sono riusciti ad affrontare la situazione abbastanza bene" a limitare la furia della malattia imponendo blocchi di alcune settimane.

Fare lo stesso per un mese, secondo Linde, avrebbe permesso di proteggere i più vulnerabili. Ora è "troppo tardi" per imporre blocchi a causa della diffusione della malattia, ha affermato.

Linde ha suggerito che la Svezia ha fatto troppo affidamento sulle persone aspettandosi che avrebbero seguito le raccomandazioni delle autorità invece di applicare restrizioni obbligatorie. Questa risposta rilassata a detta sua ha fatto sì che le persone non comprendessero la gravità della situazione.

Linde, che durante il suo mandato ha guidato il suo paese attraverso l'influenza suina e la SARS, inizialmente ha sostenuto il piano di raggiungere l'immunità di gregge a un certo punto esponendo la popolazione al virus, definendolo "una buona strategia". Più tardi, tuttavia, Linde cambiò idea, mentre il bilancio delle vittime cresceva.

Secondo l'agenzia di sanità pubblica del paese, quasi la metà delle vittime del paese legate al COVID-19 è avvenuta in case di riposo e assistenza agli anziani.

La strategia anti covid svedese

Le autorità svedesi, con in testa l'epidemiologo di stato Anders Tegnell, hanno inizialmente confidato nell'immunità di gregge, esprimendo la speranza di raggiungerla prima a maggio, poi a giugno. Tuttavia, solo il 7,3% delle persone testate sembra avere anticorpi a Stoccolma, la città più colpita, che è molto meno del previsto. In una recente intervista con la radio svedese, Tegnell, una figura polarizzante ma simbolica sia venerata che odiata per la sua strategia, ha affermato che la Svezia si è trovata in una "situazione terribile".

I decessi accumulati in coronavirus in Svezia sono stati molte volte superiori rispetto alla dimensione della popolazione rispetto ai suoi vicini nordici, con i 4.029 decessi della Svezia contrapposti a soli 235 in Norvegia.

La Svezia ha visto quasi 34.000 casi confermati, ma lo stesso Tegnell ha ripetutamente sottolineato che il numero potrebbe essere molto più alto a causa di metodi di test selettivi.

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