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Terremoto giustizia, ministro Bonafede annuncia riforma del CSM

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La bufera che si è abbattuta sulla magistratura con il caso Palamara, necessita di una "tempestiva" risposta delle istituzioni, ha detto il ministro della Giustizia.

Alfonso Bonafede è intervenuto domenica pomeriggio sul terremoto che sta travolgendo la magistratura, scatenato dalla pubblicazione di nuove intercettazioni dell'ex presidente dell'Anm, il pm Luca Palamara, provocando le dimissioni di parte dell'organo direttivo dell'associazione magistrati. 

Per il Guardiasigilli la crisi "impone una risposta tempestiva delle istituzioni - scrive in un lungo post pubblicato su Facebook. "Ne va della credibilità della magistratura, a cui il nostro Stato di diritto non può rinunciare".

Palazzo di Giustizia, sede della Corte di Cassazione - Sputnik Italia
Giustizia, terremoto in ANM dopo lo scandalo intercettazioni
Il ministro ha annunciato una riforma del Consiglio Superiore della Magistratura "che non può più attendere", già accennata in Senato durante l'audizione dello scorso mercoledì. Il progetto di riforma verrà presentato in settimana all'attenzione della maggioranza. 

"Al centro del progetto ci sono:
- un nuovo sistema elettorale sottratto alle degenerazioni del correntismo;
- l'individuazione di meccanismi che garantiscano che i criteri con cui si procede nelle nomine siano ispirati soltanto al merito;
- la netta separazione tra politica e magistratura con il blocco delle c.d. “porte girevoli”."

Bonafede chiama le istituzioni a compattarsi sulle "innovazioni non rinviabili" contenute nelle nuove leggi, che non sono "norme “contro” la magistratura ma a tutela della stragrande maggioranza di magistrati che ogni giorno, con passione e professionalità, lavorano per la tutela dei diritti di tutti i cittadini. Sono quei magistrati che non meritano di essere trascinati in un vortice di polemiche che mira a fare di tutta l’erba un fascio", puntualizza.

Lo scandalo Palamara

Il caso Palamara è tornato alla ribalta mediatica in seguito a delle nuove pubblicazioni di intercettazioni di chat, risalenti al 2018, acquisite nell'inchiesta. 

Sebbene la situazione processuale dell'ex presidente di ANM abbia visto un miglioramento, in seguito all'esclusione del capo di accusa di corruzione, le intercettazioni riportate dalla stampa hanno suscitato un vespaio per via di alcune espressioni riferite al leader leghista Matteo Salvini, relative al periodo in cui ricopriva la carica di ministro degli Interni. 

“C’è anche quella m**** di Salvini, ma mi sono nascosto”, avrebbe detto il pm nel corso di una discussione, mentre interloquendo con  suo ex-collega romano Paolo Auriemma, aveva parlato della necessità di attaccare l'ex capo del Viminale, relativamente alla questione degli sbarchi di migranti sulle navi delle Ong. 

“Mi dispiace dover dire che non vedo dove Salvini stia sbagliando - avrebbe detto Auriemma - Illegittimamente si cerca di entrare in Italia. E il ministro dell’Interno interviene perché questo non avvenga". 

“No, hai ragione. Ma ora bisogna attaccarlo”, avrebbe risposto Palamara. 

Questi scambi, che non hanno alcuna rilevanza penale, hanno scatenato una bufera sulla magistratura, accusata di essere politicizzata. 

Luca Palamara è stato accusato di corruzione nell'ambito di un'indagine della Procura di Perugia. Secondo gli inquirenti avrebbe favorito con nomine Fabrizio Centofanti, poi arrestato nel 2018 per frode fiscale, in cambio di viaggi e regali. 

Nel corso dell'inchiesta l'accusa per corruzione in atti giudiziari, per aver facilitato la nomina a procuratore capo di Gela di Giancarlo Longo, in cambio di un compenso di 40 mila euro, è caduta. Restano le altre accuse. 

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