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Giustizia, terremoto in ANM dopo lo scandalo intercettazioni

CC BY-SA 3.0 / Wikipedia / Sergio D’Afflitto / Palazzo di Giustizia, sede della Corte di Cassazione
Palazzo di Giustizia, sede della Corte di Cassazione - Sputnik Italia
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Arrivano le dimissioni ai vertici della giunta dell'associazione magistrati, in seguito all'ultima pubblicazione delle intercettazioni del pm Palamara.

I membri delle correnti Area e Unicost, con il presidente Luca Poniz e il segretario Giuliano Caputo, hanno lasciato l'organo direttivo dell'associazione magistrati, in seguito alle nuove pubblicazioni delle intercettazioni dell'ex presidente ANM, Luca Palamara.

Le dimissioni giungono dopo dieci ore di riunione e lasciano il consiglio direttivo con la sola corrente di Autonomia e Indipendenza. Nella giornata di oggi si valuterà la possibilità di formare una nuova maggioranza in carica sino alle regolari elezioni di fine ottobre. Il consiglio si riunirà lunedì pomeriggio per aggiornamenti. 

Lo scandalo Palamara

Il caso Palamara è tornato alla ribalta mediatica in seguito a delle nuove pubblicazioni di intercettazioni di chat, risalenti al 2018, acquisite nell'inchiesta. 

Sebbene la situazione processuale dell'ex presidente di ANM abbia visto un miglioramento, in seguito all'esclusione del capo di accusa di corruzione, le intercettazioni riportate dalla stampa hanno suscitato un vespaio per via di alcune espressioni riferite al leader leghista Matteo Salvini, relative al periodo in cui ricopriva la carica di ministro degli Interni. 

“C’è anche quella m**** di Salvini, ma mi sono nascosto”, avrebbe detto il pm nel corso di una discussione, mentre interloquendo con  suo ex-collega romano Paolo Auriemma, aveva parlato della necessità di attaccare l'ex capo del Viminale, relativamente alla questione degli sbarchi di migranti sulle navi delle Ong. 

“Mi dispiace dover dire che non vedo dove Salvini stia sbagliando - avrebbe detto Auriemma - Illegittimamente si cerca di entrare in Italia. E il ministro dell’Interno interviene perché questo non avvenga". 

“No, hai ragione. Ma ora bisogna attaccarlo”, avrebbe risposto Palamara. 

Questi scambi, che non hanno alcuna rilevanza penale, hanno scatenato una bufera sulla magistratura, accusata di essere politicizzata. 

Luca Palamara è stato accusato di corruzione nell'ambito di un'indagine della Procura di Perugia. Secondo gli inquirenti avrebbe favorito con nomine Fabrizio Centofanti, poi arrestato nel 2018 per frode fiscale, in cambio di viaggi e regali. 

Nel corso dell'inchiesta l'accusa per corruzione in atti giudiziari, per aver facilitato la nomina a procuratore capo di Gela di Giancarlo Longo, in cambio di un compenso di 40 mila euro, è caduta. Restano le altra accuse. 

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