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Caro prezzi, addio a un frutto su tre

© Foto : Evgeny UtkinLa verdura e la frutta in un negozio a Milano
La verdura e la frutta in un negozio a Milano - Sputnik Italia
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A pesare sui rincari sia il crollo del raccolto per la mancanza di manodopera sia le condizioni climatiche avverse. E' quanto emerge da un'indagine Coldiretti.

Aumentano i prezzi di frutta e verdura a causa del crollo del raccolto. Coldiretti avverte che si dovrà rinunciare a un frutto su tre, in base a un'analisi effettuata sulle previsioni del raccolto di frutta in tutta Europa di Europech per il 2020. A pensare sugli aumenti la mancanza degli stagionali dall'estero e le condizioni climatiche avverse che hanno sfavorito il raccolto. 

La produzione di pesche nettarine, di cui l'Italia è secondo produttore in Europa dopo la Spagna, si riduce del 28%, mentre la produzione di albicocche, per cui il Bel Paese detiene il primato, crolla del 56% rispetto allo scorso anno. 

Le conseguenze si vedono sugli scaffali dei mercati, con aumenti che già da aprile hanno registrato un 8,4% per la frutta e 5% per la verdura. Analoghi aumenti sono stati registrati anche per pesce surgelato (+4,2%), latte (+4,1%), salumi (+3,4%) pasta (+3,7%), burro (+2,5%), carni (+2,5%) e formaggi (+2,4%) per effetto delle restrizioni dovute al lockdown e della sospensione delle attività di ristorazione, secondo l'indagine Coldiretti su dati Istat. 

Coldiretti denuncia il rischio contraffazione di prodotti provenienti dall'estero spacciati per Made in Italy, a causa della riduzione dell'offerta, per cui invita i consumatori a verificare le tracciature di provenienza sulle merci esposte nei banchi di mercati e supermercati

La mancanza degli stagionali

Trattore - Sputnik Italia
Coldiretti, la riapertura dei confini salverà il raccolto
La chiusura delle frontiere ha impedito il reclutamento dei lavoratori stagionali provenienti da Est Europa, soprattutto Romania, e da Paesi extra-Schengen, causando alle aziende agricole serie difficoltà sia per il lavoro nei campi che per il raccolto. 

La riapertura delle frontiere per i cittadini comunitari, prevista il 3 giugno, potrebbe non essere sufficiente a garantire la frutta sulle tavole degli italiani. Coldiretti precisa che serve una semplificazione della burocrazia, in particolare del vaucher agricolo, assieme all'impiego come braccianti di percettori di ammortizzatori sociali, studenti e persino pensionati.

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